E' passato un anno da quando Antonio Costanzo consegnò le dimissioni dalla giunta, la prima vera ferita dritta nel cuore di Lbc per l'assenza di colui che ne era stato una colonna portante. Oggi, a pochi giorni dalla medesima scelta di Antonella Di Muro, Costanzo decide di parlare ma premette di farlo perché essendo stato presentato un bilancio dei due anni di mandato, "vuole esprimere osservazioni vicine a quella che fu la sua delega, evidenziando deviazioni e criticità con un intento costruttivo". Ed il quadro che ne risulta, nell'amministrazione che fu inaugurata con il discorso di Pericle agli ateniesi, è di chiusura e scarsa democrazia.

Costanzo si è mai pentito di aver lasciato il Comune?

No, non mi sono pentito, perché condividevo e condivido i principi di legalità e trasparenza ai quali ci eravamo ispirati, la necessità del cambiamento e gli obiettivi strategici da perseguire. Purtroppo, in parte, ciò non è avvenuto.

Lei augurò il meglio ad un movimento che aveva contribuito a far nascere. All'interno di Lbc viene ancora invitato o coinvolto nelle scelte? 

No, non vengo invitato, né coinvolto, anche se da più parti avrebbero voluto che ciò avvenisse. Devo dire, però, per onestà intellettuale, che non mi sarei trovato nella condizione di aderire a tali richieste.

Quale è secondo lei la commissione consiliare e in generale il settore dell'amministrazione che vede procedere meglio e quale quello che arranca?

Non ho elementi sufficienti per poter dare una risposta adeguata. Quello che percepisco è che non sempre le commissioni sono finalizzate all'esame di materie ben definite e che a volte manca la disponibilità all'ascolto di chi esprime valutazioni diverse, specie quando a farlo sono i consiglieri di opposizione che sono più degli altri delegati al controllo ed hanno quindi un ruolo rilevante per la legittimità degli atti (in particolare nella commissione trasparenza).

Vede oggi la città che si aspettava di poter trasformare due anni fa?

No, le aspettative erano diverse, anche se il giudizio lo stanno dando e dovranno ancora darlo i cittadini al termine del mandato. Certo, come era necessario, dovevano crearsi i presupposti all'interno, sia aggiornando i regolamenti (cosa che è stato fatto e si sta facendo), sia intervenendo nella macchina amministrativa, cosa che non si sta facendo in maniera adeguata.

Perché secondo lei questo gap nella macchina amministrativa?

L'impianto teorico e pratico del sistema ancora dominante nel Comune, è gerarchico e burocratico. Non attiva adeguati processi di delega non valorizzando quindi le professionalità e le potenzialità esistenti tra il personale, considerato in alcuni casi incapace e non collaborativo: tutto ciò pone anche un grande problema di trasparenza e democrazia interna. In quanto burocratico, produce disservizi, gestisce male e in alcuni casi spreca le risorse , quelle umane e quelle economiche e provoca così un aumento ingiustificato di spesa pubblica a carico dei cittadini, pur non essendo in grado, in molti casi, di risolvere i loro problemi. La capacità/volontà di ascolto è ridotta ai minimi termini. Le voci critiche sono mal tollerate e addirittua ignorate. In questo modo chi governa l'amministrazione anziché esprimere interessi generali, finisce per difendere se stessa, indebolendo, fino a farlo scomparire, lo scambio civico (fatto di reale partecipazione e condivisione), che finisce per essere sostituito da uno scambio cinico (rappresentanza con autoreferenzialità).

Aver ripristinato regole e legalità è però un motivo di orgoglio per l'amministrazione, il suo giudizio?

L'obiettivo della legalità è stato perseguito con tenacia e con buoni risultati, sia come messaggio alla città, sia nei comportamenti amministrativi, come l'approvazione di molti regolamenti dimostra. Restano punti oscuri per alcuni provvedimenti adottati, che nella loro applicazione non trovano riscontro in numerose sentenze di Corte costituzionale, Consiglio di Stato, Corte dei conti e TAR (vedi istituzione azienda speciale ABC e passaggio diretto del personale). La legalità, come ricorda l'ANAC, si persegue anche attraverso l'attuazione di misure di prevenzione di carattere organizzativo, di cui è parte il Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza, non solo predisponendolo ma attuandolo sistematicamente e in tutte le sue parti.

Trasparenza negli atti, il Comune sta facendo un buon lavoro?

Per quanto riguarda il rispetto delle norme sulla pubblicazione delle informazioni e dei documenti direi di sì. La stessa cosa non può dirsi per l'Azienda speciale ABC Latina. Dopo 9 mesi dalla sua istituzione, la sezione web "Amministrazione trasparente" risulta ancora "in allestimento".

Lei mise al centro del suo assessorato la valorizzazione del personale e il rafforzamento della struttura, oggi come vede quel lavoro che lei aveva lasciato?

Un obiettivo presente nelle Linee di mandato è quello del miglioramento organizzativo, ma la macchina organizzativa, dopo alcuni interventi da me avviati sulla base di corrette procedure e tecniche gestionali, è stata successivamente trascurata. Si è proceduto e si procede per interventi approssimativi, scoordinati, improvvisati e non partecipati, senza avere la consapevolezza che l'organizzazione va vista come sistema, cioè come un insieme di elementi che si relazionano tra loro. Mi auguro che, nel riassetto della Giunta, come da me consigliato al Sindaco in occasione delle mie dimissioni, sia assegnato l'incarico al personale e organizzazione (ora affidato ad interim) a persona con i necessari requisiti, da individuare possibilmente in ambito universitario.

Abc è partita, lei sosteneva che alcuni passaggi andassero fatti in modo più oculato. Pensa che i rischi legati a questa operazione siano ancora maggiori dei benefici?

I rischi dell'operazione rimangono, sia per quanto riguarda la legalità degli atti e dei provvedimenti assunti, sia per le carenze organizzative sul sistema dei controlli, sia per la gestione del servizio. I benefici restano un legittimo auspicio.

 

Si è parlato dei consiglieri di Lbc pronti solo ad alzare la mano. Oggi come vede il consiglio rispetto alla giunta?

Molti consiglieri, cui va riconosciuta la grande volontà ad operare, hanno cercato e cercano di colmare le originarie lacune di conoscenza della macchina amministrativa, ma in ciò anziché essere agevolati, sono ostacolati dal vertice politico (Giunta) e amministrativo (Segretario/direttore generale). Scarse e tardive informazioni su atti importanti e decisioni da assumere, funzione di indirizzo spesso assorbite dall'organo esecutivo, pressoché nulla partecipazione alle scelte, che calano dall'alto, lasciando spesso ai consiglieri il compito di adeguarsi senza scienza e coscienza. La mancanza o carenza delle necessarie informazioni riduce le possibilità di indirizzo e controllo del Consiglio comunale, finendo per capovolgere il sistema dei ruoli: anziché essere il consiglio comunale a svolgere il ruolo di indirizzo e controllo, questo ruolo finisce per essere svolto impropriamente, in determinate situazioni, dall'organo esecutivo (Giunta) … o da chi la ispira.

Attribuisce a questo le frequenti dimissioni dalle presidenze di commissione come l'ultima di Massimo Di Trento? E oggi Di Muro lascia in polemica con il sindaco...

Le cause sono diverse: nel primo caso sono riconducibili alle considerazioni appena svolte in riferimento alla precedente domanda, nel secondo caso si tratta di una legittima e comprensibile reazione ad una decisione non preceduta da debite informazioni e motivazioni alle quali aveva sicuramente diritto l'(ex) assessora.

Oggi Lbc vive una fase di apertura all'esterno mentre il sindaco vira verso Italia in Comune e altri lidi nazionali. Come giudica questa evoluzione politica del sindaco e di Lbc?

Nei principi fondanti del movimento che si presentò alle elezioni, trasfusi nello statuto è prevista la totale autonomia e il non coinvolgimento di LBC in altri partiti e movimenti. La scelta di proporsi verso altri lidi andrebbe rimessa, democraticamente e al termine del mandato, ai cittadini che ne avevano condiviso i principi e non autodeterminata con una modifica dello statuto. In ogni caso, restava e resta prioritario, da parte di tutti gli organi di governo, dedicare ogni tempo e risorsa per il perseguimento del "bene comune" della nostra città, anziché proporsi su altri scenari.

Che ne pensa del rapporto interrotto con il Partito Democratico?

Quale partito democratico?