Da domenica 1 febbraio il foyer della Sala Cambellotti che si trova all’interno del Palazzo del Governo di Latina ospita “La redenzione dell’arte contemporanea”, progetto espositivo che mette in relazione il patrimonio storico del territorio con i linguaggi dell’attuale ricerca stilistica. Curata da Fabio D’Achille e realizzata con il supporto della Provincia di Latina, la mostra s’inserisce idealmente nel solco tracciato da “La redenzione dell’Agro” di Duilio Cambellotti (1934), opera simbolo divenuta riferimento culturale e identitario. Da oggi e per tutte le domeniche del mese si svolgeranno visite guidate con turni alle ore 9.30, 10.30, 11.30, presso la stessa Sala Cambellotti. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione. La mostra si può visitare anche nei giorni feriali sempre su prenotazione, fino al 26 febbraio, negli orari dell’ente. Info: Mad/Fabio D’Achille WhatsApp 393.3242424.
“La Sala Cambellotti si conferma un luogo simbolo della memoria artistica e civile del nostro territorio, ma anche uno spazio vivo, capace di accogliere e valorizzare le espressioni dell’arte contemporanea - dichiara il presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli -. Questa mostra rappresenta un dialogo fertile tra radici e visioni, tra identità e futuro, offrendo alla comunità un’occasione preziosa di crescita culturale e di consapevolezza del proprio patrimonio”.
Protagonisti di questa nuova tappa di “La redenzione dell’arte contemporanea” sono Alessandra Chicarella e Fabrizio Gargano, due artisti che attraverso linguaggi differenti rinnovano idealmente la lezione di Cambellotti raccontando identità, territori e visioni contemporanee. Chicarella presenta “cArte nautiche”, un “percorso tra pittura e installazione che si sviluppa come una mappa concettuale per navigare in uno spazio cognitivo e emotivo”. Gargano espone “Storie di città” e “0773” (prefisso di Latina e provincia ndr), una serie di disegni realizzati quasi tutti dal vero che ritraggono angoli urbani di Latina più o meno riconoscibili. “L'artista predilige palazzine anonime e luoghi apparentemente ordinari, spazi che catturano l’attenzione solo quando un legame personale li rende significativi”.