«Un Presidente che serve l'altro Presidente?» Ci eravamo posti la domanda nel maggio scorso, all'indomani dell'insediamento di Carlo Medici al piano nobile dell'Amministrazione provinciale, e a distanza di cinque mesi ecco la risposta: «Sì».
Da ieri, in forza del decreto presidenziale n.125, Mauro Visari, Presidente del Partito democratico di Latina, è nei ranghi del Gabinetto del Presidente della Provincia, assunto a tempo pieno e determinato.
Ci fermiamo qui, senza tirarla troppo per le lunghe, soddisfatti di aver saputo cogliere subito, grazie ai modi e all'atteggiamento da maggiordomo mostrati da Visari in via Costa fin dal momento dell'elezione di Carlo Medici, quello che bolliva in pentola. Niente da dire sul galateo della politica, ci saremmo meravigliati se Medici fosse andato esente dalla regola del «do ut des» che accompagna ogni elezione che si rispetti; e se un posto nell'Ufficio di Gabinetto è toccato a Enrico Tiero, vada per il bis con Mauro Visari. Al quale però va suggerito di essere meno sospettoso e di mostrarsi più fiducioso nella parola e nelle strette di mano di uno come Medici, che ha saputo tener fede ai patti preelettorali: Visari ha avuto cinque mesi di tempo per dimettersi da Presidente del Partito democratico e prepararsi il nido in via Costa, e invece si fa sorprendere con il decreto di nomina e assunzione in mano e con la carica di Presidente del partito ancora in tasca. Per una disattenzione del genere non c'è altra spiegazione che il timore di una fregatura. Che non c'è stata.
E oltre a Mauro Visari, che adesso potrà serenamente abbandonare il ruolo nel partito, nella giornata di ieri il Presidente Medici ha conferito altri tre incarichi per andare a completare l'organigramma dell'Ufficio di Staff, affiancando alle figure di Tiero e Visari quelle di Vittorio Ciriello e Giuseppe Tomao, quest'ultimo con un contratto part-time, essendo già Presidente del Consiglio comunale di Minturno. Il terzo incarico è quello per la cura dei rapporti con la stampa, affidato alla collega Elena Ganelli.
In via Costa, oltre che accettare di buon grado la logica che sottende ad una composizione geograficamente completa (non soltanto dal punto di vista territoriale) dell'Ufficio di Staff, sembrano più o meno tutti dell'avviso che il Presidente non ce l'avrebbe fatta a continuare con i ritmi imposti dalla funzione, e che era necessario affrettarsi a rinforzare l'Ufficio di Gabinetto per supplire alla montagna di impegni e incombenze che altrimenti Medici avrebbe dovuto continuare ad affrontare in prima persona e da solo. All'inizio del mandato, lo stesso Medici era stato molto chiaro al proposito, spiegando che finché avesse potuto avrebbe cercato di far risparmiare l'ente evitando di sovraccaricarlo di personale, ma alla fine pare si sia dovuto piegare.
Benché l'istinto del risparmiatore non lo abbia abbandonato: il nuovo segretario generale di via Costa, individuato nella figura della dottoressa Patrizia Cinquanta, si dividerà tra la Provincia e il Comune di Pontinia.