Dal punto di vista tecnico-amministrativo, l'ex sindaco Vincenzo Zaccheo non ha dubbi sulle lacune che hanno accompagnato l'adozione della variante nel quartiere Q3. «La destinazione dell'area è stata impressa dal Prg approvato dalla Regione e qualsiasi modifica di destinazione costituisce una variante allo strumento urbanistico generale - taglia corto Zaccheo - In ogni caso, una diversa destinazione dell'area rispetto a quanto stabilito dal Prg deve essere sottoposta all'esame del Consiglio comunale e approvata dalla Regione. Infine, essendo stata chiesta la variante da un privato, non vi sarebbe alcun interesse pubblico a modificare un destinazione del piano regolatore generale».

Di parere opposto è l'assessore all'Urbanistica di Latina Francesco Castaldo che difende invece le scelte dell'amministrazione. 

La nota dell'ex sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo: 

"Ho letto in questi giorni, con crescente preoccupazione le cronache relative alla delibera 457/2018 del 28 dicembre scorso in cui il Comune di Latina fa propria la richiesta presentata da una società privata di Variante al Piano Particolareggiato del Q3 con l'eliminazione del vincolo di Destinazione Alberghiera nell'area di pertinenza dell'Hotel Garden destinata ad ampliamento dello stesso o ad un nuovo intervento alberghiero. Così com'è impostata ho il timore che ci si trovi davanti una ‘variante urbanisticha' che in ogni caso creerebbe un pericoloso precedente sia in termini urbanistici che procedurali.  

Mi permetto infatti di ricordare al sindaco Coletta, che credo attento e sensibile ai temi dello sviluppo turistico e ricettivo della nostra città, che già in passato quell'area è stata oggetto di mire da parte di chi puntava ad eliminare quel vincolo per realizzare: prima una Residenza Sanitaria Assistenziale presso il Garden e poi lì a ridosso un intervento di 96 mini appartamenti facendoli passare come struttura ricettiva. La mia amministrazione si è sempre opposta anche in virtù di un chiaro programma di governo che aveva nello sviluppo turistico del capoluogo un faro primario. Coniammo lo slogan, ‘Latina città di Mare' e realizzammo tutta una serie di interventi volti a dare a Latina una dimensione turistica come il Piano chioschi, il Pua, la vera  pista ciclabile che da via del Lido porta verso la Marina, oltre agli incarichi per la revisione dei comprensori costieri. Un'azione di governo tutta finalizzata al rilancio turistico della nostra città con l'incarico all'ingegner Noli per la realizzazione del Porto di Foceverde e di Rio Martino, la studio per la navigabilità dei canali interni e il Concorso Internazionale d'Idee per lo sviluppo della Marina che è diventato negli anni argomento di studio e di tesi di laurea. Tanto che la Regione Lazio ci assegnò la classificazione di ‘Latina città Turistica'. Un solco tracciato e seguito come un faro dalla mia amministrazione, tanto che la nostra prima concessione in R0 per la ristrutturazione dell'Hotel Europa non prese in alcuna considerazione la richiesta di eliminare il vincolo alberghiero e allo stesso modo ci comportammo per l'Hotel Fogliano: due delle strutture ricettive più apprezzate della nostra città. 

Dunque oggi in una città in cui si dovrebbe continuare a puntare fortemente sul turismo e sulle attività ricettive non si capisce la ratio di una decisione del genere, tanto più che la stessa sembrerebbe essere il frutto avvelenato di un'istanza privata che rivolgendosi in primis alla Regione ha bypassato il Comune, l'amministrazione e il Consiglio Comunale. In questo modo a mio modesto avviso si presta poca attenzione ai servizi generali della città e si apre invece un pericoloso precedente per cui il potere pianificatorio delegato al Consiglio Comunale viene meno. Nell'ipotesi di revocare un vincolo imposto dal Prg, infatti, tale scelta doveva e deve essere oggetto di confronto non solo con il Consiglio Comunale ma anche di concertazione con le associazioni territoriali.

Per questi motivi, dunque dall'esame della deliberazione n°457/18 si rivelerebbero a mio modesto avviso diverse macroscopiche violazioni di legge che mi auguro vengano fugate una volta che l'amministrazione permetterà di visionare la Zonizzazione (Allegato B) che si legge nella delibera  "pur non essendo allegati formano parte integrante e sostanziale della presente deliberazione.  In ogni caso mi permetto  in base agli elementi disponibili e cioè dalla sola lettura della deliberazione di mostrare serie perplessità sulla procedura seguita per i seguenti motivi:

1)   La destinazione dell'area è stata impressa dal PRG approvato con Dgrl e qualsiasi modifica di destinazione costituisce variante allo strumento urbanistico generale.

2)   Una diversa destinazione dell'area rispetto a quella stabilita dal PRG deve essere sottoposta all'esame del Consiglio Comunale e approvata dalla Regione Lazio.

3)   Non si ritiene applicabile la procedura prevista dall'art. 1 della Legge Regionale n°36/87 ma trattandosi di variante di PRG quella prevista dall'art.4 della stessa legge.

4)   La procedura seguita sarebbe illegittima e non sarebbe in linea con quanto prescritto dalla L.R. n°10 del 10/11/2014 (di modifica del c.d. Piano Casa) infatti anche nella denegata ipotesi di applicazione dell'art.1 della L.R. n°36/87 sarebbe stato necessario prevedere l'Adozione, la Pubblicazione e Controdedurre le eventuali osservazioni/opposizioni presentate e solo in ultimo Approvare la Variante.

5)   La variante è stata richiesta da un soggetto privato non si rileva pertanto alcun interesse pubblico a modificare una destinazione di Piano Regolatore Generale.

 

Mi preme infine di far notare al sindaco Coletta che in questo modo rischia di ripetere gli errori già commessi in passato sull'urbanistica, dal momento che la destinazione "Turistico-Ricettiva-
Alberghiera" dell'area oggetto di variante è stata impressa dal Piano Particolareggiato del Q3 approvato anche dalla Regione con Delibera di giunta Regionale. Dunque la destinazione "Turistico-Ricettiva-Alberghie ra" impressa all'area deve pertanto intendersi cogente e non modificabile dal Piano Particolareggiato Attuativo con le forme di cui all'articolo 36/87.  Nella speranza di venire smentito dai fatti, auspico che non si commetta alcuno scempio nei confronti della vocazione turistico alberghiera nostra città che anzi va migliorata e implementata".

La nota dell'assessore Francesco Castaldo:

Nessun aumento di volumetria né cambi di destinazione d'uso a residenziali. L'Assessore all'Urbanistica Francesco Castaldo chiarisce la vicenda del Piano Particolareggiato Q3 spiegando che non si è trattato di una variante di destinazione d'uso ma di una «presa d'atto del superamento o estinzione di un vincolo di destinazione alberghiera esclusiva». «La delibera - spiega l'Assessore Castaldo - non fa altro che ricondurre la zona interessata alle destinazioni complessive originarie del Piano Particolareggiato Q3 vigente, che individua quell'area come destinata non solo a realizzazione di alberghi ma anche di strutture commerciali e ricreative in genere. Sono state quindi mantenute tutte le norme tecniche già vigenti per quell'area, senza nessun aumento di volumetria né cambi di destinazione d'uso a residenziali. Gli elaborati - conclude Francesco Castaldo - come riportato nel testo della delibera, "seppur non allegati", sono disponibili presso il servizio urbanistico a disposizione di chiunque sia interessato. E comunque verranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito del Comune».