Negano perfino l'evidenza, e come si faceva nella vecchia Unione delle repubbliche sovietiche socialiste, dove i nemici del regime venivano cancellati dalle fotografie con abilissimi ritocchi di bianchetto, anche in Piazza del Popolo un sottufficiale dei carabinieri che va a chiedere di poter avere copia di documentazione urbanistica diventa inesistente. Il fatto non è mai accaduto, malgrado sia stato un assessore a ricevere il Nipaf. Ciò nonostante, dal palazzo comunale sono partite addirittura le smentite alla notizia della richiesta di acquisizione degli atti della variante più veloce del West. Invece di domandarsi per quale motivo i carabinieri comincino a bussare alle porte del Comune, proprio come facevano un tempo, si preoccupano del lavoro delle redazioni. Ma sì, inesperti nell'arte del governo, inesperti nell'arte della comunicazione. Problema loro, e dell'esercito di professionisti arruolato per comunicare dal palazzo. Il problema della città è invece un altro, ed è quello di essere rimasta senza una guida, senza un faro, senza un sogno da inseguire, senza una prospettiva da rincorrere. Come mai? Chiedete al sindaco Coletta, il capo, anzi il capitano, voluto da tutti. Due anni e mezzo fa, subito dopo essere stato eletto, Damiano Coletta ha sbagliato la partita inaugurale. Non ha voluto saperne di circondarsi di una squadra di assessori che non fossero del pollaio di Lbc. In due anni e mezzo ha perduto per strada i migliori che aveva, ne ha allontanati degli altri, uno glielo hanno tolto Procura e Tribunale, e oggi continua a tenersi stretti anche quelli che non avrebbe mai dovuto avere accanto, come il disperso Roberto Lessio e lo smarrito Francesco Castaldo. Ce ne sono per fortuna anche di quelli che sanno fare il loro mestiere, ma da soli non bastano a dare l'impronta e lo sprint che servono a una città come questa, di queste dimensioni e coi problemi che sconta.
A guidare il Comune di Latina, prima che il sindaco, sembrano essere il vicesindaco e il segretario generale, una coppia di inflessibili signore, capaci di fare il bello e il cattivo tempo in Piazza del Popolo. Risultati? Zero. Ma per Lbc e dintorni il problema non è quello dei risultati, ma semplicemente quello di essere giudicati sempre e comunque come al tempo della campagna elettorale: i salvatori della città. Una città così libera, (lo è sempre stata dal 1945 in poi, caro Sindaco), che ha potuto permettersi il lusso di cancellare il passato con un colpo di spugna e darsi una guida nuova, mai sperimentata prima e senza credenziali. Salvo pentirsene subito dopo. Ed è questo che non riescono ad accettare Coletta e i suoi, di aver fatto dei passi falsi.
Ma se non se ne fanno una ragione, e continuano a sbianchettare quello che non gli piace, non possono voltare pagina. Altro che cambiare libro!