Ha chiesto le scuse ufficiali del Comune come cittadino e consigliere contestando la mancata trasparenza dell'ente e sostenendo che l'amministrazione ha mortificato e ostacolato il suo ruolo di consigliere. Duro lo scontro in commissione Trasparenza oggi pomeriggio tra le due anime di Lbc, quella di Salvatore Antoci, il consigliere appena fuoriuscito dal gruppo che denunciava due anni di segnalazioni e accessi agli atti senza risposta, e quella governativa di Dario Bellini, che ha criticato il collega esortandolo a fare il lavoro di consigliere per cui è pagato andando a fare le sue battaglie negli uffici e uscendo dalla veste del semplice cittadino. Antoci nella sua premessa ha contestato la mancata trasparenza dell'ente che non risponde alle sue istanze, espressione dei bisogni e del voto dei cittadini. Il consigliere, presente solo il vicesindaco Briganti, in apertura di seduta si è rammaricato dell'assenza del sindaco e del segretario generale Iovinella ("evidentemente i vertici del Comune non ritengono importanti le mie segnalazioni") "La trasparenza non è solo un fatto formale ma sostanziale – ha detto - non è solo l'esposizione postuma di quello che avviene dietro le quinte, ma è la conoscenza dei processi decisionali perché è qui che si annida la corruzione, è l'attitudine a considerare che i cittadini debbano sapere quello che accade. Io ho bisogno di informazioni per svolgere il mio ruolo, mi confronto con i cittadini e , raccolgo segnalazioni e porto loro le risposte. Un circolo virtuoso che in questi due anni e mezzo non ho potuto mai instaurare perché il Comune ha mortificato, impedito e ostacolato la mia attività di consigliere".

Le richieste

Tra le 14 richieste, segnalazioni e accessi agli atti mai evasi dall'ente Antoci ha portato una multa ricevuta da lui stesso dopo che aveva pagato il parcheggio con il sistema MyCicero. E poi le buche, depositi di pneumatici usati non vigilati, un argine del canale franato lungo la pista ciclabile, il cartello Latina divelto all'ingresso della città, e strane vicende intorno ai cassonetti degli abiti usati. "Io chiedo le scuse ufficiali del Comune al cittadino perché l'ente si deve scusare quando reca un danno al cittadino". A replicare è stata la Briganti seccata per quella convocazione «irrituale e che non pone un focus di una certa levatura sulla trasparenza». La vicesindaca ha detto che avrebbe risposto solo agli accessi agli atti di Antoci e non a istanze e segnalazioni da incardinare ai vari uffici e che non le competevano, specificando che le risposte agli accessi agli atti sarebbero arrivate a giorni. "Gli uffici non posso essere impegnati per il solo fatto che il consigliere desidera avere risposte. Non deve esserci la presunzione che io possa chiedere a chi voglio e tutti debbano rispondermi".

Bellini contro Antoci

Lapidario Dario Bellini: «Questa commissione decreta il fallimento dell'operato di un consigliere comunale perché tutti noi siamo impegnati in un'azione all'interno di uffici a seguire istanze e segnalazioni. Salvatore decreti il fallimento perché ti arrendi denuciando a gran voce rispetto a un sistema che non è perfetto e che lottiamo per migliorare. Spendere soldi pubblici per segnalazioni che riguardano la guardiola del consiglio, le transenne, il cittadino (te stesso) che pretende le scuse del consiglio per una multa. Cose talmente pacchiane che faccio fatica a seguire. Ingenerosa la tua accusa verso un'amministrazione che si sbatte sulle segnalazioni dei cittadini. In un mondo ideale sarebbe magnifico se l'ente risolvesse tutto ma non è urlando che risolvi il problema. Sei un consigliere, non sei più un semplice cittadino, devi aiutare a fluidificare la macchina, non ti devi impuntare come potrebbe fare un cittadino. Tu sei pagato per entrare negli uffici e chiedere spiegazioni. . Anche la maggioranza non ha piacere ad avere le buche». Bellini ha criticato anche l'abitudine di Antoci di mettere le segnalazioni nella chat dei consiglieri e ha criticato i video postati da Antoci alla guida dell'auto, contravvenendo alle leggi. «Non sottostimare a tuo comodo quando va bene la legge e a legalità e quando no». Antoci ha scelto di alzarsi dalla commissione e mettersi tra il pubblico contestando Bellini, mentre l'assessore Briganti, con un gesto emblematico, ha abbandonato la seduta mentre parlava Olivier Tassi, l'altro consigliere che ha lasciato Lbc. "La trasparenza è nel Dna del movimento, è la base su cui costruire la città dei diritti che abbiamo messo nel programma – ha detto Tassi – i consiglieri hanno diritto ad avere le informazioni dagli uffici". Non è un bel momento per Lbc.