"Oggi abbiamo depositato al Consiglio Regionale una proposta di legge riguardante le "Norme di contrasto e per l'emersione del lavoro non regolare in agricoltura". Lo rendono noto Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti, e Alessandro Capriccioli, capogruppo di +Europa Radicali al Consiglio regionale del Lazio.

"L'operazione della scorsa settimana condotta dalla Procura di Latina, che ha messo in luce una vera e propria organizzazione criminale dedita allo sfruttamento del lavoro e al caporalato nel pontino, ci dice di un fenomeno grave, radicato e permeato nel tessuto economico dei nostri territori. L'ultimo osservatorio (2017) del mondo agricolo dell'Inps- spiegano Bonafoni e Capriccioli- evidenzia come nel Lazio e' in forte aumento l'incidenza della manodopera straniera, la cui percentuale dal 2008 al 2015 e passata dal 10,3% al 38,4%. Proprio questa manodopera ad essere spesso quella maggiormente oggetto di uno sfruttamento disumano, come accade alla comunita' Sihk della Provincia di Latina, 12mila persone trasformate in un esercito silenzioso di nuovi schiavi, sfruttati fino a 14 ore al giorno nella semina e raccolta manuale nei campi della pianura pontina".
"Per questo ci sembra necessario ed urgente- proseguono Bonafoni e Capriccioli- nell'ambito delle competenze legislative di cui dispone la Regione ed in coerenza con la legge nazionale sul caporalato, produrre un intervento legislativo specifico per il settore primario, che integri il quadro normativo regionale della legge 16/2017 in materia di contrasto al lavoro non regolare".

"La proposta di legge- dicono ancora i due consiglieri Regionali- affida alla Regione il compito di individuare indirizzi, modalita' e misure per favorire l'emersione del lavoro irregolare in agricoltura, attraverso un Piano di Intervento per il contrasto ai fenomeni del lavoro nero e del caporalato. Viene poi normato un sistema capillare di controllo sulla regolarita' dei contratti di lavoro e sul rispetto dei parametri di congruita', da parte delle aziende ed imprese agricole beneficiarie di contributi accordati a qualsiasi titolo dalla Regione, compresi i fondi comunitari, nazionali e regionali, pena la loro decadenza e revoca".