Politica
26.01.2019 - 17:51
Il rilancio della politica del centrosinistra deve iniziare dalle autonomie locali. Il segretario provinciale del Partito democratico Claudio Moscardelli è convinto che questo sia uno dei temi su cui il congresso nazionale in corso deve indicare una strada univoca. In particolare per quel che riguarda il ruolo delle Province, rimaste nel limbo di una riforma, la Delrio, mai completata.
«Il congresso nazionale del PD deve affrontare alcuni temi cruciali sul futuro dell'Italia e tra questi il tema delle autonomie locali e il rilancio delle Province rappresenta uno snodo cruciale per rilanciare la politica, il Paese - spiega Moscardelli - Con le autonomie locali occorre ridisegnare il ruolo delle regioni: le regioni reclamano più poteri e più autonomia. Ritengo che non possiamo affrontare questa richiesta senza aprire una nuova fase che ridisegni il ruolo delle autonomie locali e il ruolo delle Province in particolare. Occorre evitare il moltiplicarsi di tanti stati centrali regionali che soffocano i territori, in particolare quelli fuori delle città metropolitane, per assicurare sviluppo e coesione tra territori e aree diverse che hanno squilibri enormi. Al rilancio di Comuni e di Province si lega il nodo politico del blocco della classe dirigente. Il congresso nazionale del Pd rappresenta un'opportunità eccezionale per dare spinta a questo processo riformatore. Per affrontare questi temi ho organizzato per febbraio (sarà presto comunicata la data) come Federazione Provinciale del Pd un'iniziativa con il Presidente delle Provincia di Latina Carlo Medici ed il Presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo. Saranno invitati il Segretario Regionale del Lazio Bruno Astorre, il Presidente del Pd Alemanni e l'onorevole Claudio Mancini, oltre ad amministratori comunali e provinciali e alle nostre rappresentanze regionali, sollevando anche il tema dell'incostituzionalità del voto indiretto. In quella occasione proporrò un'iniziativa legislativa per ridare il voto diretto dei cittadini per l'elezione del Presidente della Provincia e dei consiglieri di un Ente che, a seguito della mancata approvazione della riforma, è rimasto in Costituzione».
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