"Con 'quota 100' nei Comuni verranno a mancare 50 mila dipendenti, soprattutto dirigenti". Lo segnala l'Anci, l'associazione dei Comuni italiani, in audizione oggi in commissione Lavoro al Senato, sul decretone che introduce l reddito di cittadinanza e quota 100, la riforma delle pensioni.
"Si rischia- dicono i sindaci - un esodo anticipato e massiccio di personale, soprattutto dirigenziale, che sarà impossibile sostituire. La previsione ha un forte impatto sulle amministrazioni comunali, dove l'eta' media è più elevata, soprattutto nelle posizioni apicali. Abbiamo stimato in circa 50.000 dipendenti la platea dei probabili aventi diritto alla pensione quota cento. La nostra stima ovviamente è fatta sui dati delle classi di età, ma non sull'anzianita' contributiva". E questo potrebbe essere positivo, in quanto i pensionati potrebbero essere meno, non avendo raggiunto i contributi necessari.

I primi cittadini hanno aggiunto: "la previsione di un preavviso di 6 mesi è depotenziata dai periodi di ferie residue accumulate, soprattutto per dirigenti e apicali, ferie che, stante il divieto di monetizzazione, obbligano i dipendenti ad una cessazione anticipata del rapporto di servizio". Infine "i Comuni possono effettuare le sostituzioni del personale cessato, solo l'anno successivo a quello in cui si verifica tale cessazione, in ogni caso dopo l'approvazione del bilancio di previsione e di numerosi adempimenti preliminari. Le procedure concorsuali sono lunghe, complesse e soggette a contenzioso"

Sull'argomento è intervenuto anche il consigliere regionale di Forza Italia Adiano Palozzi: "Reputo molto preoccupante quanto denunciato dall'Anci nel documento consegnato alla commissione Lavoro del Senato: secondo le stime dell'associazione nazionale Comuni italiani, infatti, con "Quota 100" nei Comuni si rischierebbe un esodo anticipato ed elevato di personale, soprattutto dirigenziale, che difficilmente verrebbe sostituito considerate le odierne normative sul turnover. Si tratta di una realtà che potrebbe incidere negativamente sulla erogazione dei servizi essenziali da parte di questi enti locali, già martoriati negli ultimi anni dai pesanti tagli del governo nazionale. Sono stato per quasi un decennio sindaco di un importante comune della provincia di Roma e comprendo perfettamente l'allarme dell'Anci. Sollecito il Governo a non sottovalutare la questione".