Prima uscita pubblica contrassegnata da un bagno di folla per il candidato sindaco di Nettuno Waldemaro Marchiafava.

Nel pomeriggio di ieri, 31 marzo 2019, piazza Colonna, nel cuore del Borgo, era piena di persone pronte ad ascoltare il discorso dell'aspirante primo cittadino, che ha aperto l'intervento con il ricordo di Gianni Capobianco, la "voce" di Nettuno che non è più tra noi da qualche anno.

«Tutto è iniziato ad agosto - ha poi affermato il candidato sindaco -: passeggiavo con degli amici romani che mi hanno detto: Nettuno è bella, ma perché è in queste condizioni? Da qui è iniziata la follia, ossia quella di riunire un gruppo di venti persone che hanno cercato di spiegare come i commissariamenti in sequenza o le dimissioni non sono normali. E a giudicare da quanti siete oggi, penso che stiamo riuscendo tutti insieme in questa follia».

Da quel momento, i passaggi fondamentali prima dell'ok alla candidatura a sindaco sono stati la pubblicazione del manifesto di dissidenza e la riunione dell'assemblea partecipativa. ««Il dissidente è colui che non è d'accordo rispetto a quello che succede a Nettuno, che non accetta il fatto di vedere i nostri giovani andare fuori da qui. E grazie all'assemblea, ancora oggi riceviamo centinaia di e-mail dei cittadini che ci suggeriscono cosa fare. Questa è inclusione, questo vuol dire rivolgerci a quel popolo liberale che non è d'accordo con il sovranismo e il razzismo violento: mi appello a loro, che non sono di destra, sinistra o centro, ma sono liberali. Uniamoci, perché insieme faremo cose bellissime». 

Un passaggio, poi, sul senso della giornata di ieri: «Abbiamo voluto organizzare una festa - ha infatti detto lo stesso candidato sindaco dal palco - perché, come ha detto un nostro giovane candidato al Consiglio comunale, ogni campagna elettorale dovrebbe essere una festa. Questi momenti, però, dovrebbero tenersi ogni cinque anni e non ogni due, visto che Nettuno è reduce da troppi commissariamenti».

Infine, prima della stretta di mano col candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle, Mauro Rizzo, presente in piazza, ecco il messaggio conclusivo: «Le nostre tre liste guardano al presente per proiettarsi al futuro e uscire da questo pantano che non meritiamo. Non lo merita chi è nato a Nettuno e chi si sente nettunese».