C'è chi chiede le dimissioni del sindaco Terra, ricordando che l'emergenza romana ricade su una città che non si è opposta quando si è trattato di autorizzare ampliamenti di impianti per il trattamento dei rifiuti, superiori a quanto la produzione provinciale richiederebbe. Chi invece sorvolando gli aspetti tecnici della gestione dei rifiuti nel Lazio accetta di far da scudo umano alla sindaca di Roma Virginia Raggi e si dice solidale nei confronti di tutte le amministrazioni del Lazio tranne che quella di Aprilia.
Un M5S mai certificato, ad Aprilia parla attraverso la voce di meetup sempre più divisi e litigiosi, proprio mentre il Ministro Sergio Costa nell'incontro di ieri invitava a smorzare i toni e al fianco della sindaca Raggi e al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti assicurava che «la capienza degli impianti c'è, per cui i rifiuti non resteranno a terra». A ridestare dal silenzio gli attivisti 5 Stelle di Aprilia contro chi tra i sostenitori apriliani del Movimento 5 Stelle, è bastata la voce critica di un'attivista rivale, reo di non aver taciuto responsabilità attribuite a Comune di Aprilia, Regione Lazio e ad una amministrazione Raggi non esente da errori e solo per questo accusato con ferocia inusitata dall'altro meetup. «Ci domandiamo - afferma Aprilia 5 Stelle - quale sia la posizione degli altri gruppi apriliani sostenitori del M5S, ma da sempre schierati contro il movimento e contro la sindaca Raggi». 
La lunga disamina evita di prendere di petto le criticità del ciclo dei rifiuti del Lazio e in particolare l'emergenza romana, ricaduta ora su Aprilia e sugli impianti presenti sul territorio, ma a loro dire «limitrofi alla nostra città». Gli attivisti si limitano invece a offrire un supporto incondizionato all'amministrazione capitolina, vista come «simbolo di onestà e infaticabilità nella gestione di una delle più complicate città del nostro paese», contrapposta ad una Regione «incapace di risolvere la situazione o favorevole a questa perpetua emergenza», e a un'amministrazione apriliana che non fa valere le proprie ragioni alla Pisana ma anima «l'ennesimo teatrino inconcludente».
Amministrazione civica finita del resto nel mirino anche dell'altro meetup del Grillini Apriliani, che si è spinto a chiedere le dimissioni del sindaco Antonio Terra, ricordando che la capacità stessa degli impianti autorizzati ad Aprilia senza l'opposizione di chi oggi governa, in grado di sopperire da soli al fabbisogno della Provincia di Latina, ha aperto la strada ai rifiuti romani. «Troviamo assurdo - hanno aggiunto poi in merito all'emergenza nel conferimento dell'organico cui Terra ha fatto esplicito riferimento - che l'amministrazione abbia difficoltà a conferire l'umido per la riduzione dell'impianto Acea, vista la presenza di impianti in grado di trattare l'umido di tutta la Provincia».
«Commenti sgangherati», il sindaco attacca
Anche secondo i Grillini Apriliani però l'emergenza romana sarebbe stata strumentalizzata e il sindaco Terra non ha fatto attendere l'intervento teso a stroncare le due voci critiche. «Il commento sgangherato dei simpatizzanti del Movimento 5Stelle - ha dichiarato il primo cittadino di Aprilia - oltre a contenere diverse inesattezze sulle azioni messe in campo sul tema dei rifiuti sin dalla nostra elezione, sorvola volutamente su un aspetto centrale: l'incapacità dell'amministrazione Raggi di gestire i processi interni all'Ama per raggiungere gli obiettivi della differenziata, praticamente fermi, oltre che la mancata individuazione di impianti di trattamento e smaltimento da parte di Roma Capitale sul suo territorio. Su entrambi i fronti invece la strada intrapresa dall'amministrazione civica di Aprilia ci ha portati a raggiungere importanti risultati. Amministrazione che a testa bassa e senza i toni propagandistici dei Grillini sta lavorando a testa bassa per ridurre l'impatto che la decisione su Roma potrebbe avere sulla raccolta differenziata cittadina».