"I mesi passano, Pd ed Lbc ancora non trovano una quadra, e la Città di Latina, è ancora orfana di un assessore alle attività produttive". Il coordinatore comunale di Fratelli d'Italia Gianluca Di Cocco torna sull'argomento centrale di queste ore, ossia la difficile gestazione della scelta dei due assessori targati Pd da indicare nella giunta Coletta.

"Mentre LBC e PD sono nella fase di fidanzamento, e nell'attesa di capire se convoleranno a nozze, c'è un settore importante per l'economia della nostra città orfana da mesi di una guida: quella delle attività produttive.
Un assessorato trasformato in pedina di scambio o anello di matrimonio, per interessi di posizione e non per il reale bene comune. E mentre si discute sulle norme del contratto nuziale - o regole d'ingaggio - all'interno della sinistra, quel settore importante che ha sede in via Bonn e che nasce e vive per dare risposte alle Attività produttive, da mesi soffre per la mancanza di un titolare.  Una scelta che blocca ancor di più la nostra città che, ora più che mai, dovrebbe invece essere rilanciata.
C'è bisogno, anche in virtù dell'approvazione del nuovo Testo Unico sul Commercio della Regione Lazio, di un'azione forte sul piano della rigenerazione urbana, fondato sul riconoscimento del rapporto strettissimo tra commercio e vivibilità delle nostre città, e di misure dedicate all'innovazione delle piccole superfici di vendita.

Della programmazione commerciale non sempre si è fatto un uso ragionevole, secondo alterni percorsi fra concezioni protezionistiche o, al contrario, ispirate alla libertà di impresa. Il difficile equilibrio fra le due impostazioni non è del tutto risolto, anche se la recente produzione legislativa nazionale e comunitaria, e l'esercizio della competenza regionale sulla materia, hanno per lo meno fissato limiti più precisi, entro i quali si può e si deve articolare la potestà dei Comuni di  intervenire nel settore, nel quadro della  doverosa azione di governo dei loro  territori. Gli strumenti a loro  disposizione in  questo senso ci sono, a partire dalla disciplina di natura urbanistica fino ad arrivare alle politiche attive di sostegno delle attività commerciali, artigianali, agli agricoltori.  Non si può lasciare orfano un settore strategico come appunto quello delle attività produttive per accaparrarsi una poltrona!  Oggi è urgente, visto anche il cambiamento di molti scenari (nuove normative statali e comunitariie, crisi gravissima e persistente dei consumi), che l'amministrazione Comunale faccia scelte le quali da una parte tengano conto dell'esistente, e, dall'altra, guardino al prossimo futuro. Se ci fosse responsabilità, probabilmente una via di uscita ragionevole potrebbe essere rappresentata  dall'inserire la programmazione commerciale nel più ampio contesto dello sviluppo del territorio comunale... cosa che ad oggi é completamente assente.
Si potrebbe fare certo, ma per fare ciò serve un regista. Magari non da premio Oscar, ma che lo sappia fare, il regista!".