Il problema dell'approvvigionamento idrico nel comprensorio collinare lepino e ausono, da Roccagorga a Sonnino, ma soprattutto a Priverno e Maenza, è stato e, purtroppo, in parte, continua a essere, quotidiano. La scarsità delle precipitazioni, la siccità e quant'altro sono state individuate come cause. Ma, all'interno della Conferenza dei sindaci dell'Ato 4, è emersa spesso la questione della dispersione dell'acqua, nel percorso all'interno delle condutture, per lo più vecchie e fatiscenti. Qualcuno ha ipotizzato addirittura una perdita di oltre il 60 per cento. Poi c'è stata l'apertura del pozzo regionale Vòlaga, nel territorio di Prossedi, che avrebbe dovuto migliorare la situazione, mentre per Priverno sono arrivati impegni di interventi per circa un milione e mezzo di euro. Ma il caso segnalato ieri dal sindaco di Maenza, Claudio Sperduti, è decisamente emblematico e qualche riflessione dovrebbe pur generarla negli amministratori locali e nei responsabili di Acqualatina. Fermo restando che, nel centro collinare lepino, si va ancora avanti con le interruzioni programmate. In ogni caso, quel che è stato scoperto ieri ha decisamente dello strano. Alcuni cittadini, che abitano nella zona di via Le Rose o, addirittura, in prossimità del pozzo di Sant'Arcangelo, che garantisce il rifornimento di acqua al paese, a un certo punto si sono accorti che un fosso di scolo era praticamente colmo d'acqua. Lo stesso sindaco Claudio Sperduti è intervenuto ed ha fotografato e filmato la situazione apparsa ai suoi occhi. Richiesto l'intervento di un tecnico locale, è entrato all'interno dell'impianto e si è accorto che molta acqua, anziché nella conduttura pubblica, fuoriesce e va a finire proprio nel fossato. Praticamente, dovrebbe essersi rotta una pompa, che è indispensabile sostituire già da qualche tempo. Sperduti non solo dice di voler denunciare il fatto al gestore, ma non esclude l'accertamento di responsabilità.