Un progetto oneroso da farsi sostenere all'esterno ma che l'amministrazione attuale raccoglie dal passato e rivede in chiave di fattibilità. Forse è lo "spartito" e il momento giusto per il maestro Claudio Paradiso, presidente dell'associazione Dizionario della musica italiana, che cura da anni il progetto della Casa della musica e del DMI in Italia da realizzarsi presso gli ex capannoni del Consorzio Agrario di via don Minzoni. La giunta civica ci crede, ha inserito nel Dup il progetto sostenuto negli anni anche dal senatore Moscardelli e ora, con un impegno di spesa di 20 mila euro, la direzione dei lavori pubblici ha affidato ad un tecnico la rivisitazione del concept dell'intervento e del progetto di fattibilità del primo stralcio funzionale della biblioteca all'interno della Casa della Musica. Paradiso è infatti ideatore dell'iniziativa, che sostiene da anni, e che aveva ottenuto 10 anni fa anche un finanziamento regionale di circa 2,5 milioni di euro, poi restituito all'ente per il mancato avvio dei lavori. Ora di milioni per realizzare il progetto, secondo la delibera di approvazione del 2013, ce ne vorrebbero 22, una cifra stellare che l'ente conta di intercettare candidandosi ad un finanziamento del MIbact. Per questo la dirigente Lanzillotta ha affidato all'architetto Remigio Coco, già incaricato del progetto e del piano di fattibilità del 2013, di rivisitarlo alla luce dei cambiamenti della normativa e di modificarlo laddove la nuova amministrazione prevede una diversa ridistribuzione degli spazi "aggiornate alle opportunità di sviluppo che deriverebbero alla città dalla realizzazione della biblioteca Dim. In sostanza nella Casa della musica rispetto al progetto originario cambierà la ridistribuzione degli spazi interni, con l'indicazione di prevedere l'allestimento del Dizionario della musica nell'unico locale su tre che si sviluppa su due livelli. Questa struttura è, per l'ente «suscettibile di candidarsi a polo di interesse culturale a scala sovra comunale perché destinato ad ospitare il Dmi (dizionario musica italiana) potenzialmente supportato dal centro nazionale di ricerca Pisa, sede degli archivi dei musicisti italiani».

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (10 agosto 2017)