Il microchip per cani non è una scelta, ma un obbligo di legge che, se infranto, può costare anche fino a 500 euro di multa. Questo quanto disposto dal Comune di Sabaudia che, tramite apposita ordinanza pubblicata nell'Albo Pretorio, continua a fissare paletti nei confronti dei proprietari di cani che non sempre rispettano le regole imposte. Con l'atto in questione, emesso in concomitanza con una seconda ordinanza legata alle sanzioni per chi non controlla il proprio cane nelle aree pubbliche (e che quindi non si munisce di guinzaglio, sacchetto per le deiezioni e museruola se necessario), il Comune prosegue la sua battaglia nei confronti degli incivili, sia per tutelare la comunità che gli stessi quattro zampe. E soprattutto, così facendo, si tenta di arginare il fenomeno del randagismo, troppo spesso causato dal continuo abbandono dei cani. Ma per i più distratti c'è ancora tempo: infatti, sebbene il detentore di un cane debba provvedere a far identificare e registrare l'animale entro il secondo mese di vita tramite microchip, per chi si è "scordato" di eseguire la pratica può farlo entro il 30 settembre. Basta perciò rivolgersi ad un veterinario, libero professionista e accreditato alla Asl, abilitato quindi ad accedere all'anagrafe canina regionale e il certificato di iscrizione prodotto dovrà accompagnare il cane in tutti i trasferimenti di proprietà. Il costo, d'altronde, è minimo: si tratta di un versamento di soli 8 euro. Naturalmente, tale disposizione non deve essere applicata ai cani già identificati tramite tatuaggio leggibile quindi già iscritti. È vietata la vendita di cani di età inferiore ai due mesi, nonché di cani non identificati e registrati in conformità alla presente ordinanza. Un gesto semplice, che oltre ad essere obbligatorio risolvere tanti problemi sul nascere, soprattutto in caso di smarrimento o fuga del cane e per limitare il fenomeno del randagismo.