Il "nuovo" ospedale Santa Maria Goretti di Latina sta prendendo forma, e anche più velocemente di quanto si potesse pensare. "Stiamo per tagliare il nastro alla nuova struttura", ha esordito questa mattina il manager della Asl di Latina, Giorgio Casati, in occasione della presentazione di un fiore all'occhiello della sanità pontina: i nuovi locali ristrutturati del Servizio Simt (Immunotrasfusionale) dell'ospedale di Latina. "E' stato un percorso difficile e pieno di complicazioni burocratiche - ha proseguito Casati - ma siamo riusciti a superare ogni scoglio. Quello di Latina è il miglior centro trasfusionale del Lazio. Il sangue è una delle risorse più importanti, non solo per la Asl di Latina, ma per tutta la regione e tutta la Nazione. E la nostra produzione è eccedentaria: produciamo più sangue di quanto ne sia richiesto, sostenendo in parte anche il fabbisogno della regione". 
Quest'ultimo è un risultato importantissimo per il territorio, raggiunto anche grazie alla forte sinergia stabilita con l'Avis di Latina. Basti pensare che su una popolazione totale di 560mila abitanti in tutta la provincia, nel 2018 sono state registrate 20.800 donazioni, segnando un +24% rispetto al 2008. I donatori sono più di 15mila (+34% dal 2008), e di questi più dell'85% dona periodicamente. 
Tutto ciò, con i nuovi locali, sarà potenziato. A spiegare i dettagli della riqualificazione è il dottor Francesco Equitani, che racconta delle novità che ora rafforzeranno questa officina regionale per la produzione di emocomponenti, una delle cinque esistenti in tutto il Lazio. Quello presentato oggi è il risultato di anni di progettazione, revisione e richieste di finanziamento. Il tutto per un'area clinica e assistenziale d'eccellenza, quella tra Latina e Formia, che prevede un day hospital e un ambulatorio di Medicina Trasfusionale che ospita più di 800 pazienti ogni anno, affetti da malattie ematologiche e oncologiche trasfusione-dipendenti, talassemie e altre emoglobinopatie, anemie acute post-emorragiche dai Dea di II e I livello e tanto altro. O, ancora, l'Unità di Emaferesi Terapeutica e Selettiva, che vede oltre 200 procedure ogni anno, con pazienti provenienti dalle Unità Operative di Pronto Soccorso, Ematologia, Neurologia, gastroenterologia, Medicina Interna e altro, con il supporto organizzativo della pronta disponibilità medico-infermieristica nelle ore notturne e h 24 nei giorni festivi. E ancora: un'unità di Raccolta delle Cellule Staminali ematopoietiche periferiche per trapianti, attualmente esclusivamente da donatore autologo, che vede tra le 40 e le 50 procedure l'anno per pazienti di Latina e Frosinone, con accreditamento al Centro nazionale Trapianti e Centro Nazionale Sangue 2017 e accreditamento in corso con la Joint Commission. Poi c'è l'Unità di raccolta, manipolazione storage e infiltrazione degli emocomponenti topici ad uso clinico non trasfusionale, con 350 procedure l'anno per circa 120 pazienti l'anno, affetti da osteoartrosi, artrite, traumi, traumi sportivi e molto altro.
Grande attenzione è stata posta anche al trasporto del sangue in tutta la provincia, attraverso percorsi studiati e, soprattutto, utilizzando sistemi che possono monitorare ogni minimo movimento dei mezzi in viaggio. Insomma, nulla è stato lasciato al caso. E questa è solo una delle prime novità del "nuovo" ospedale del Santa Maria Goretti.