Una targa per ricordare il passaggio di Gabriele D'Annunzio nella tenuta di Carano. Era il 26 agosto del 1903 quando in occasione dei funerali di Menotti Garibaldi fece visita a Carano Gabriele d'Annunzio, immortalato a cavallo davanti alla casa del Generale insieme all'amico Augusto Sindici. L'impressione grandiosa del luogo e dell'evento ispirarono al poeta alcuni versi e la definizione di Carano "der fijo de l'Eroe nova Caprera", una splendida frase che sabato scorso, nell'anniversario della medaglia d'oro di Menotti, è stata eternata per volontà della famiglia Ravizza Garibaldi con una targa in travertino affissa al casale, che di fatto ufficializza la frazione quale località dannunziana a tutti gli effetti.

L'inaugurazione della targa è stato il momento conclusivo della terza edizione di "Da Bezzecca a Carano", la manifestazione che dal 2016 ogni luglio ricorda la più importante azione bellica del primogenito di Anita e Giuseppe Garibaldi, unico dei figli a eguagliare il padre con il massimo riconoscimento al valor militare. Protagonista di quest'anno è stata l'attrice carpigiana Maria Giulia Campioli, componente dell'Associazione "Scenari Armonici" di Parma già diretta dal compianto Umberto Fabi (ricordato con affetto nel corso della giornata) e autrice di un riuscitissimo monologo sulle donne del Risorgimento, dal titolo "Così siam tutte". Al termine, dopo le toccanti parole della padrona di casa Costanza Samuelli Ferretti Ravizza Garibaldi e del ricercatore Marco Formato, è avvenuto lo scoprimento della targa, che ha avuto anche il patrocinio della Fondazione "Vittoriale degli Italiani" e l'apprezzamento del presidente Giordano Bruno Guerri. Fu in quell'estate del 1903 che d'Annunzio compose, nella vicina Villa Borghese di Nettuno, "La Figlia di Iorio", da molti considerato il capolavoro letterario del Vate. E particolarmente ispirate furono le parole con le quali il poeta descrisse i funerali di Menotti, a elevare Carano e il suo principale abitante nella storia del Lazio e d'Italia.