Il costo per una città più pulita, con i mastelli della differenziata al posto dei secchioni, ha finito per ricadere sui costi di produzione della Progetto Ambiente, passati dai 10 milioni 464 mila 792 euro del 2016 agli 11 milioni 119 mila 154 del 2017 e traducibili in un incremento della tariffa dell'imposta sui rifiuti a carico dei cittadini.
Tra le voci che hanno subito negli anni una corposa maggiorazione, figura anche quella riguardante i mezzi che la partecipata del Comune di Aprilia affitta da una rosa di società private per la prosecuzione del servizio di raccolta porta a porta, con contratti di breve durata rinnovati con cadenza media quadrimestrale e con una certa costanza a partire dal 2014.
Nella sezione trasparenza del sito dell'azienda di via delle Valli, non ci sono riferimenti ad una gara, e in alcuni casi mancano le determinazioni di riferimento, ma un report annuale degli affidamenti per l'acquisizione di beni, servizi e lavori aiutano a ricostruire le scelte operate per supplire ad una esigenza cronica, ma affrontata per almeno quattro anni come se si trattasse di una situazione contingente: almeno dal 2014 la partecipata si rivolge alle stesse società, che affittano mezzi per periodi variabili da 2 a 4 mesi, in attesa del rinnovo successivo. Un modus operandi già costato tra il 2014 e il 2018 3 milioni 535 mila 847 euro.
Mezzi in affitto a caro prezzo
Al Comune è bastato diffondere il nuovo regime di raccolta in alcuni quartieri periferici, per accorgersi che i mezzi a disposizione della Progetto Ambiente – pochi dal punto di vista numerico e datati tanto da richiedere numerosi interventi di manutenzione – non erano sufficienti per poter espletare il servizio nei tempi previsti e, almeno dal 2014, la scelta è stata quella di supplire prendendo in affitto i mezzi per periodi brevi – dai due fino ai quattro mesi – rinnovando i contratti alla scadenza. Il numero di incarichi e la spesa sono cresciuti man mano che il porta a porta raggiungeva nuovi quartieri fino a ricomprendere tutta la città.
Nove in tutto gli affidamenti diretti per l'affitto dei mezzi effettuati nel 2014, costati 166 mila 360 euro; 13 nel 2015 per 236 mila 491 euro; 29 affidamenti diretti per noleggio mezzi nel 2016 per 810 mila 300 euro. Ma la cifra record si raggiunge nel 2017: si arriva a toccare la cifra di 1 milione 298 mila euro per i 29 affidamenti che figurano nel report 2017. E fino al 31 ottobre 2018 tramite 36 affidamenti diretti, la Progetto Ambiente aveva già speso 1 milione 21 mila 468 euro, affidandosi ai mezzi presi a noleggio con contratti di durata quadrimestrale sempre dalla stessa rosa di società.
Ad Aprilia anche i mezzi finiti in "mafia capitale"
Tra le ditte scelte, la più gettonata e quella con cui l'amministrazione intrattiene rapporti di vecchia data è la One Group srl, società con sede legale a Cisterna di Latina, per il 90% di proprietà di Marco Clemenzi. Il nome del socio di maggioranza della One Group (legato anche ad alle altre due società Uno srl e Oml Srl che prestano da anni la stessa tipologia di servizio alla Progetto Ambiente), figura nel lungo elenco di imprenditori indagati nel 2014 nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale, con l'accusa di false fatturazioni. La vecchia inchiesta non ha scalfito i buoni rapporti con l'Ente di piazza Roma e dal 2014 fino al 31 ottobre 2018 sempre più spesso la Progetto Ambiente si è avvalsa del vasto parco mezzi a disposizione dell'azienda cisternese: solo 2 volte nel 2014 con una spesa di appena 29 mila 360 euro; 13 volte con altrettanti affidamenti diretti nel 2016 per una spesa di 416 mila euro; 23 nel 2017, assicurandole un guadagno di 543 mila 100 euro e ben 16 nel 2018, per un importo di 451 mila 650 euro.
Gli altri mezzi, affittati sempre con contratti quadrimestrali, sono stati presi in affitto dalla Gorent Spa di Firenze, alla quale la partecipata si è rivolta 17 volte in un anno – 46 volte dal 2014 ad oggi – spendendo 473 mila 218 euro; dalla Oml srl e solo in un caso dalla Ecoservice Spa di Minturno, che ha guadagnato appena 31 mila 800 euro.