Un piano per bonificare i siti inquinati che aspettano da trent'anni, grazie al contributo della Regione Lazio. Nei giorni scorsi, dopo aver terminato il lungo lavoro di analisi attraverso tavoli di lavoro predisposti con gli enti preposti, l'amministrazione ha trasmesso il documento in Regione per ottenere fondi utili alla caratterizzazione dei quattro siti ad altissima priorità presenti sul territorio e che figurano tra quelli per i quali la bonifica non è solo consigliata, ma strettamente necessaria.
Censiti dal 1998 attraverso uno studio commissionato al professor Gian Mario Barucchello dell'Università La Sapienza di Roma, sono quattro i siti dove a partire dalla fine degli anni '70 furono depositate grandi quantità di materiali inquinanti. Il più grande e pericoloso tra i siti non bonificati, resta la discarica Sassi Rossi tra Campoleone e Casalazzara, dove tra gli anni ‘70 e ‘80 furono conferiti abusivamente rifiuti urbani, tossici e nocivi, ingombranti inerti e terre inquinate su un terreno di 20 ettari, 30 metri sopra la falda e posto in prossimità del fosso.
A seguire la discarica abusiva di via Savuto, 15 ettari di terreno a ridosso del fosso della Moletta, dove negli anni furono conferiti rifiuti speciali e tossici, rifiuti urbani e inerti in quantità enormi.
Meno pericolosa ma comunque considerato un sito ad alta priorità d'intervento la discarica di Sant'Apollonia, in via Scrivia, estesa per 25 ettari e usata dal Comune di Aprilia e da quelli limitrofi come ricovero per i rifiuti urbani, tossici e nocivi, ingombranti inerti e terre inquinate fino al 1987.
Infine, la discarica Prati del Sole in via del Genio Civile, più piccola e meno estesa, usata per interrare rifiuti urbani e speciali pericolosi, 1,5 ettari tra gli anni '70 e '80.
Nel 2002 la Regione Lazio stilò il piano di gestione e bonifica dei siti contaminati e in seguito l'ente regionale stanziò un contributo di 652mila euro a favore del Comune di Aprilia per la bonifica delle 4 aree e l'obbligo di affidare l'appalto a una ditta specializzata entro il 31 dicembre 2008, pena la revoca del finanziamento. Il troppo tempo trascorso a causa dell'incertezza politica nel predisporre gli atti necessari e l'opposizione al Tar da parte dei proprietari delle aree, raggiunti dalla diffida e dalle richieste di bonifica da parte dell'ente di piazza Roma hanno fatto sì che il finanziamento venisse infine revocato.
L'esigenza di bonificare però resta, in un paese sanzionato dall'Unione Europea proprio per colpa delle discariche abusive mai bonificate. E così, davanti alla possibilità di un nuovo finanziamento regionale ad hoc, l'amministrazione Terra non si è tirata indietro. «Il progetto elaborato dai nostri uffici – dichiara il sindaco Antonio Terra – stabilisce un percorso da seguire per arrivare alla bonifica dei siti inquinati presenti sul nostro territorio. La Regione ha trasmesso il documento ad Arpa e Asl, chiesto un parere a tutti gli enti per verificare la genuinità del piano. La nostra speranza è quella di riuscire ad accedere ai fondi regionali per iniziare la caratterizzazione. L'unica difficoltà è rappresentata, come in passato, dal fatto che tutti i siti in questione si trovano su terreni privati. Quando ci sarà l'ok da parte di tutti gli enti, dovremo capire quante saranno le risorse stanziate».