Giocatore prima, tecnico di provata esperienza, coach, Team Manager e vice capitano di una nazionale vincente e campione del mondo per il secondo anno consecutivo. Daniele Silvestre è questo ed altro ancora. Ed è tutto nostro, perché Latina è la sua città e, in tutta onestà, crediamo che bisognerebbe andare fieri di tutto questo.
Se n'è andato un 2025 pieno di grandi soddisfazioni. Cosa ti aspetti dal 2026?
«Il 2025 è stato un anno davvero incredibile, ricco di soddisfazioni e grandi emozioni. Non sarà facile ripetersi nel 2026, ma pensavo lo stesso anche un anno fa. Sicuramente più che aspettativa, c’e’ grande entusiasmo per gli incarichi federali che mi sono stati affidati come responsabile di tutto il settore Over femminile (dalle diciannovenni alla Paolini) e come vice capitano di Billie Jean King Cup». Obiettivi primari? «Quello di cercare di aiutare giovani promesse a crescere per dare seguito ai grandi risultati ottenuti in questi ultimi due anni». Come ci si sente ad aver bissato il titolo mondiale a squadre e quanto è stato difficile ripetersi? «Credo che diventare campione del mondo sia il sogno di una vita, riuscire ad esserlo per due volte consecutive è davvero indescrivibile. Si dice che vincere è difficile, ma riconfermarsi lo è ancora di più. Ogni vittoria ha il proprio gusto, ma senza dubbio quella di quest’anno ha avuto un sapore diverso sia per il livello delle squadre avversarie, che per il peso di essere i campioni uscenti». Cosa si muove dietro il movimento femminile del tennis? «Mi piace pensare che sia un movimento in costruzione. Ci sono stati anni in cui il movimento femminile italiano ha dominato il circuito mondiale, gli anni di Pennetta, Vinci, Errani, Schiavone. Siamo in un momento in cui bisogna da un lato riuscire a mantenere le nostre eccellenze al vertice e dall’altro seminare bene per il prossimo futuro». Dietro Jasmine Paolini, cosa c'è? «Diverse ragazze con ottime qualità. Alcune di loro con percorsi abbastanza precoci come quello di Tyra Grant (200 Wta a 17 anni, ndr), altre con percorsi normali ed in linea con quelle che sono state le tappe delle nostre campionesse degli ultimi anni». Si può ripetere, anche nel femminile, quello che sta accadendo nel maschile? «Il movimento femminile ha già vissuto un periodo simile a quello attuale maschile circa 10 anni fa. Quando seguivo Camila Giorgi, ricordo che era n.26 al mondo a 21 anni e in quel momento era n.5 in Italia. Davanti a lei c’erano tenniste che hanno fatto la storia del nostro sport. Sono dei cicli e speriamo che si possano riproporre anche nel femminile». Il futuro immediato di Daniele Silvestre? «Tra pochi giorni partirò per l’Australia al seguito di tutte le ragazze italiane impegnate nel circuito, compreso il primo Slam, sperando di partire subito con il piede giusto». Con te vale ancora di più il detto: nessuno è profeta in patria. «Proprio cosi. Mi limito a dire che ricevere riconoscimenti in ambito internazionale e nazionale o essere ricevuti dal Presidente della Repubblica in persona, stride molto con il fatto che dall’amministrazione della mia città io non abbia ricevuto nemmeno una telefonata . Ma continuerò a rappresentarla nel mondo, con orgoglio, come ho sempre fatto».