Sofferenza pura, come da copione dalle parti di piazzale “Serratore”, ma alla fine i tre punti sono arrivati. Una vittoria, quella di ieri con il Siracusa, che potrebbe valere doppio. Di sicuro porterà i nerazzurri alla finale d’andata di Coppa Italia in programma mercoledì prossimo a Potenza, con il morale a mille e con la consapevolezza di poter affrontare l’appuntamento con la giusta tranquillità e quelle motivazioni che un successo come quello di ieri, può regalare.
La partita - I quindici minuti iniziali erano alquanto soporiferi, “soffocati” dalla paura di sbagliare e dall’importanza della posta in palio. Al tramonto del primo quarto d’ora di gioco, però, dagli sviluppi di un corner di Pace, ecco la perentoria incornata di Parigi e, soprattutto, sulla corta respinta di Farroni, il tapin vincente di Parodi per l’1-0.
Un vantaggio che spronava il Latina a cercare subito il colpo del ko, anche se al 27’, la torsione di testa in area di Sbaffo, chiamava all’intervento Mastrantonio. Tre giri di lancetta e l’imperioso strappo a centrocampo di Marenco, con l’invitante assist per Cioffi, portava l’ex Napoli a saltare in corsa Farroni che lo atterrava; rigore ineccepibile che tre minuti dopo veniva certificato anche all’FVS: Parigi dal dischetto non falliva il 2-0. I due “gialli”, il primo proprio al bomber nerazzurro, il secondo in pieno recupero a De Ciancio, erano le ultime due note di cronaca di una prima frazione dominata dal Latina. Ripresa che si apriva senza grossi scossoni. Al 6’ Turati provava a ravvivare il “suo” Siracusa con gli ingressi di Valente e Riccardi. Scossa che, però, non arrivava, tanto che all’11’, dopo un batti e ribatti in area, la palla finiva sul destro di Cioffi: conclusione di prima intenzione e “cuoio” a fare il “solletico” alla traversa. Latina in totale controllo del match e Siracusa incapace di arrecare il minimo fastidio alla retroguardia nerazzurra. Turati si giocava anche le carte Arditi e Candiano. Un giro di lancetta e Volpe richiamava in panchina Tomaselli, gettando nella mischia Porro, poi sostuito nel finale da Calabrese. Ancora un minuto ed era Cioffi a rubare palla e ad involarsi verso il portiere Farroni: la sua conclusione a botta sicura sul palo più lontano, finiva incredibilmente fuori. Il Latina, a questo punto, cercava un po’ di rifiatare e al 26’ era Contaldo, tutto solo davanti a Mastrantonio, a fallire di testa un gol ormai fatto. I siciliani ci credevano e un minuto dopo era Mastrantonio a dover uscire su Valente lanciato a rete. Alla terza uscita dai pali del “portierone” nerazzurro, Volpe correva ai ripari gettando nella mischia Sylla e Scravaglieri. Capomaggio per Bonacchi era l’ultimo cambio di Turati. Sylla non perdeva tempo per fallire due azioni di rimessa trovando modo e tempo per litigare con i propri piedi e successivamente con il pallone. Dall’altra parte, invece, la paura cominciava a paventarsi dalle parti di Mastrantonio, che ci metteva del suo in occasione del gol di Sbaffo al 43’. Il portiere, unitamente a Pace, si facevano sorprendere dall’attaccante di Tirati, abile a riaprire la partita. I restanti due minuti e i sei di recuopero, diventavano una sorta di caccia alle “streghe”. Il Latina, però, si sistemava in trincea e per il Siracusa non c’era più nulla da fare. La gioia, al triplice fischio, del tecnico Volpe e dei suoi ragazzi, la fotografia di un pericolo scampato e di nubi minacciose cariche di pioggia lontano dal “Francioni”. Ora la finale d’andata di Coppa Italia, da giocarsi sino in fondo per provare, già da Potenza, ad ipotecare il trofeo tricolore.