Nel giorno dell'atletica leggera italiana, la città di Formia si prende la sua "fetta" di gloria. Il Centro di Preparazione Olimpica "Bruno Zauli", ha confermato ancora una volta la propria vocazione: quella di essere il trampolino di lancio verso i grandi traguardi. Prima della partenza per Tokyo, anche Gianmarco Tamberi e Marcell Jacobs hanno frequentato lo stadio degli Aranci, vissuto l'atmosfera del ritiro preolimpico per il quale i tecnici federali avevano deciso che fosse proprio l'impianto diretto da Davide Tizzano (rinnovando una tradizione tanto vecchia quanto importante) il luogo dove cercare le ultime sensazioni e di guardare alla trasferta nipponica. I due giovanotti, le cui medaglie d'oro arrivate ieri pomeriggio rispettivamente dal salto in alto e dai 100 metri, hanno fatto esattamente questo, sebbene per loro non si trattasse certo della prima volta in riva al Tirreno. Anzi, in passato lo stesso Tamberi in più di una circostanza ha scelto la struttura formiana per le proprie sedute di lavoro e per qualche stage di lavoro in assoluta serenità, specie nei cinque anni scanditi dell'infortunio di Montecarlo e dalla rinuncia alle Olimpiadi di Rio, densi di paure e di perplessità.. «ma che adesso posso finalmente mettere da parte», ha detto Tamberi nello scatenato post-gara fatto di gioia e di lacrime.

«Abbiamo vinto l'Olimpiade, il sogno di tutta una vita, adesso posso davvero esplodere». Come hanno fatto gli amici formiani, che sui social non hanno mancato di sottolineare lo spettacolare evento ed anche la vicinanza quotidiana con il saltatore marchigiano che adesso entra di diritto nell'olimpo agonistico. Al pari di Jacobs, arrivato laddove avrebbe mai creduto o solo semplicemente pensato: all'oro nella specialità regina, 41 anni dopo Pietro Mennea sui 200 metri a Mosca (il barlettano era una sorta di formiano adottato), a due primati europei fatti nella stessa giornata. Sembra facile dirlo ora, ma chi lo ha visto al lavoro sulla pista di Formia prima della partenza, affiancato dal coach Paolo Camossi (ex iridato indoor del salto triplo), aveva notato che possedesse davvero una marcia in più rispetto agli altri. "Credo che mi ci vorrà almeno una settimana per capire cosa sono riuscito a fare" ha detto Marcell, fasciato nel tricolore. Una autentica impresa, per tutti e due: per la quale Formia non può far altro che applaudire e gonfiare il petto di orgoglio.