Ci sono numeri che hanno fatto la storia. Nel bene e, purtroppo, anche nel male. Ci fosse una ruota della fortuna a Terracina, in molti sarebbero tentati di giocarsi il 4. Tante le tappe, con quella prossima del 15 maggio, del Giro d'Italia dalle parti del Tempio di Giove.
Guai, però, a ricordare quella del 22 maggio 1969. La prima volta sul Lungomare Circe. Una giornata calda, fortunatamente ventilata, di sole sicuramente. Con il "Cannibale", alias Eddy Merckx, a tirare la volata e a vincere sullo spazio di sinistra del quale si era impadronito qualche metro prima.
A destra, invece, a pochi metri dal traguardo, si consumò la tragedia per una tribuna venuta giù in men che non si dica. La pressione del popolo del ciclismo, di chi avrebbe voluto toccare con mano il "campionissimo" e che invece finì per travolgere se stesso ed il povero Giancarlo Manzi, allora 11enne, soffocato dalla gente che veniva giù, quasi a ridosso del traguardo, come birilli.
Paura, sgomento, panico allo stato puro. Con i corridori, quelli del gruppo della volata, pronti a scendere dalla loro bici e a dare una mano, a prestare soccorso, alcune "scorticati" lungo il corpo per essere finiti rovinosamente a terra al pari del pubblico di destra.
Il 22 maggio del 1969, quel pomeriggio di sole sul Lungomare Circe, lo ricordano in tanti, ma non per la vittoria del grande Eddy Merckx, ma per quanto accaduto un attimo prima. Con una morte assurda che oggi nessuno ha dimenticato, tantomeno l'attuale sindaco Procaccini, che ha pensato bene di dedicare la tappa del prossimo 15 maggio proprio a Giancarlo Manzi che oggi avrebbe 61 anni.
Passarono 14 anni, ma il Giro tornò dalle parti del Lungomare Circe, con l'ottava tappa del 1983, la Salerno-Terracina di 212 chilometri.
Quel giorno filò tutto liscio con Guido Bontempi a precedere tutti sul traguardo e con Giuseppe Saronni a vestire per la terza volta la Maglia Rosa che avrebbe poi portato sino a Udine il 5 giugno. Era il 20 maggio.
Altri diciassette anni ed ecco, dopo la crono individuale di Roma del 13 maggio del 2000,la prima tappa di quel Giro d'Italia partire dalla Città Eterna e arrivare nuovamente sul Lungomare Circe per un totale di 125 chilometri.
A vincere, quel giorno, Ivan Quaranta con il "Re" dello sprint, Mario Cipollini, a vestire la maglia rosa, la prima e unica per lui di quella corsa. Una rovinosa caduta all'angolo tra via De Angelis e via Badino, stava per rovinare la grande festa. Tutta colpa del brecciolino (c'era un cantiere aperto per l'ampliamento della scuola Giovanni Paolo II) che fece andare per terra numerosi corridori.
Graffi ed escoriazioni, ma nulla più, salvarono Terracina e la prima tappa di quel Giro d'Italia che venne vinto il 4 giugno a Milano da Stefano Garzelli. Il 15 maggio è dietro l'angolo. Sarà la quarta volta a Terracina del Giro D'Italia, la prima su Via Roma. Tanto per tornare a parlare di numeri.