E' scontro frontale tra la Giò Volley e l'amministrazione comunale di Aprilia sui problemi dell'impiantistica sportiva che hanno portato la società a rinunciare a partecipare al campionato di serie A2. Al presidente Claudio Malfatti non è piaciuta la posizione del sindaco Terra, che in maniera sibillina ha accusato la Giò Volley di non aver fatto tutto il possibile per trovare una soluzione in grado di mantenere la categoria in città, che perciò ha indirizzato una risposta al vetriolo all'amministrazione comunale. Un duro intervento che sottolinea gli errori commessi dalla maggioranza civica, che in questi anni non è stata capace né di realizzare un palasport, né di sostenere la società alla costruzione di un campo sportivo adeguato alla serie A2. «La nostra decisione non è un fulmine a ciel sereno. Abbiamo parlato - afferma Malfatti - per due mesi, vista la posizione di classifica e la vittoria del campionato con tre giornate di anticipo, su come poter disputare le seria A ad Aprilia. Abbiamo avuto tavoli di confronto con il sindaco, con il vice sindaco Lanfranco Principi, con il presidente del Consiglio Pasquale De Maio, con l'assessore Luana Caporaso e con la ditta incaricata, la Plastex di Cisterna, che però non hanno portato a nessun risultato nei tempi consoni alla presentazione della documentazione riguardante l'impianto necessaria ad iscriversi ed essere in regola alle norme della Lega».
Malfatti poi nel suo discorso elenca una serie di ritardi nella firma della convenzione per la realizzazione del nuovo palasport in via Pergolesi che di certo non hanno agevolato la situazione. «Al cofinanziamento non possiamo di certo pensarci noi. Ben venga il contributo per la riqualificazione della struttura di via Pergolesi, al di la della categoria che andremo a disputare, anche perché si tratta di una struttura ventennale che necessita di opere manutentive straordinarie. Ma ci tengo a sottolineare che abbiamo firmato da circa dieci giorni la convenzione inerente al bando di due anni fa. Questo atto, tuttavia, riguarda il solo pallone di via Pergolesi. Una firma arrivata solo dopo vari solleciti da parte nostra, oltretutto ci siamo trovati una convenzione decennale e non trentennale, che ci avrebbe permesso di trovare sponsor per investimenti di più ampia portata». Infine Malfatti, sciorinando alcune cifre, mette a tacere le voci secondo cui l'idea di rinunciare al titolo per una categoria minore (B1 o B2) sia stata pensata per monetizzare la promozione. «Il ricavo lordo si aggira tra i 15 e i 20 mila euro, ai quali vanno successivamente decurtati i costi federativi che ammontano, a seconda di B1 o B2, tra i 3 e i 6 mila euro. Come si può ben capire il valore vero del titolo non è commerciale, ma sportivo».