Da Parma a Milano. Perché il tempo è prezioso e il ferro, come si suol dire, va battuto fin quando è caldo. Giulio Zeppieri, dopo la semifinale nel Challenger 80 in terra emiliana, guarda all'immediato futuro con l'ottica di chi sa perfettamente che qualcosa sta cambiando. A patto... «di dare continuità a questo risultato, altrimenti ogni singolo discorso non avrebbe senso».
Parma ha messo in luce un Giulio Zeppieri decisamente in forma, sia dal punto di vista fisico che sotto quello puramente mentale.
«Tutto vero, anche perché ho vinto partite in tre set e, soprattutto, in rimonta contro Lorenzi e Cuevas, non proprio due tennisti qualsiasi, prima di perdere 7/6 al terzo contro Gaio che è un altro signor giocatore».
Qualche rimpianto per la semifinale persa sabato sera?
«No, assolutamente. Lui è un ottimo giocatore (spesso i due si sono allenati insieme a Latina perché Gaio è seguito da Daniele Silvestre al Tennis Club Nascosa, ndr), oltretutto in salute. Penso di aver giocato un gran match, peccato per il tie break finale dove, forse, sul 3-3 potevo giocarmi meglio qualche palla. Lui, però, ha servito molto bene ed ha vinto meritatamente».
Secondo le previsioni, la nuova classifica Atp dovrebbe collocare Zeppieri intorno alla 399esima posizione del ranking.
«In questo momento la classifica non è una priorità. L'importante è star bene fisicamente, anche se non vi nascondo che qualche problema di crampi e all'addome l'ho accusato anche a Parma sia contro Lorenzi al secondo turno, che contro Cuevas ai quarti di finale e dare continuità al mio gioco. Il resto verrà da se».
Ora Milano, dove Zeppieri, in caso di vittoria al primo turno, potrebbe trovare sulla sua strada un cero Tommy Robredo.
«Pensiamo a vincere il primo turno, poi si vedrà. Certo giocare contro uno che è stato 5 del mondo (28 agosto 2006, ndr) e che in carriera ha vinto 12 tornei Atp, sarebbe bello e affascinante. Prima, però, dovrò dare continuità alla semifinale di Parma superando il primo turno contro un giocatore ‘caldo' perché proveniente dalle qualificazioni».
La combinazione servizio-diritto a Parma è stata, in alcuni casi, devastante. Le percentuali di punti vinti con la prima palla, anche in semifinale, davvero importanti.
«Ha funzionato tutto molto bene. Ho dato un'occhiata, partita dopo partita, alle percentuali e devo dire che anche contro Gaio in semifinale quell'82% di punti con la prima di servizio, è un dato importante, che mi devi allo stesso modo far riflettere. Per me servizio e diritto sono importanti, soprattutto in determinati momenti del match».
Dopo Milano?
«Mi riposerò una settimana, giocherò molto probabilmente un 25mila durante Wimbledon e, poi, andrò a Perugia».
Tornando all'obiettivo di dare continuità al risultato di Parma, sarebbe importante per una classifica che, magari, a fine stagione potrebbe aprire scenari diversi per il 2020.
«Ci sarà tempo e modo per pensarci».