Ai Campionati del Mondo Assoluti di canoa velocità, disputati nello scorso weekend a Szeged (HUN), l'Italia c'è ed è viva e il K2 azzurro di Samuele Burgo e Luca Beccaro ne è la lampante dimostrazione.
La gara - Nella finale A del K2 metri 1000, i due canoisti delle Fiamme Gialle lottano ad armi pari con gli avversari per conquistare posizioni preziose. Nel corso della gara, in pianta stabile nelle prime sei posizioni e con il pass olimpico già in tasca, Samuele e Luca si lanciano all'assalto delle prime tre posizioni. Nell'ultimo intertempo l'imbarcazione azzurra, con un ritmo incalzante, transita minacciosa in terza posizione. Sul finale di gara, in un turbinio di acqua e pagaie, sei equipaggi in una manciata di decimi e l'Italia chiude in sesta posizione, dietro a Germania, Spagna, Francia, Repubblica Ceca e Australia. Sesto posto che consente ai due gialloverdi di staccare il pass per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020.
Samuele Burgo classe 1998 e Luca Beccaro classe 1997 sono i fiori all'occhiello di una Nazionale che ha dimostrato di essere rinata grazie alla direzione tecnica di Oreste Perri, tornato alla guida della squadra azzurra l'anno scorso, dopo dieci anni lontano dal mondo della canoa.
Soddisfazione a fine gara in casa Fiamme Gialle. Il primo ad offrirsi alla bontà del nostro taccuino è stato il capovoga Samuele Burgo.
«Siamo contentissimi. Se quest'inverno, ad inizio stagione, ci avessero detto che avremmo staccato il pass per le Olimpiadi non ci avremmo mai creduto. La strada è quella giusta e con Oreste e Antonio abbiamo lavorato benissimo durante tutta la preparazione. A metà gara ci siamo illusi perché sentivamo la barca che rispondeva bene. Siamo contenti e ora testa a Tokyo 2020».
Il passo da Samuele a Luca Beccaro, il passo è breve ma deciso: «Volevamo con tutte le nostre forze questa qualificazione e, viste anche le gare precedenti, sapevamo di poter dire la nostra in finale. A causa del vento contrario, la gara si è allungata facendo cambiare le strategie di gestione degli avversari e quindi anche noi abbiamo deciso di tenere il contatto con i battistrada per poi stringere i denti gli ultimi 300 metri e tentare il tutto per tutto. Purtroppo c'è mancato il finale che ci avrebbe potuto regalare anche una medaglia. D'ora in avanti dovremo restare concentrati ed allenarci per migliorare, con la consapevolezza che a grandi passi ci stiamo avvicinando ai vertici mondiali».
Ad un soffio dal pass olimpico il K4 metri 500 con a bordo il gialloverde Nicola Ripamonti. L'equipaggio italiano, dopo una semifinale che li ha visti restere fuori dalla finalissima per soli due decimi, nella finale B ha concluso la gara in seconda posizione sfiorando il primo posto e la qualificazione olimpica per soli 24 centesimi.
Al termine del Mondiale ungherese il Tecnico Antonio Scaduto ha voluto fare il punto della situazione.
«Il K4 ha fatto una gara memorabile, i ragazzi hanno tirato fuori anche quello che non pensavano di avere. La cosa positiva e che anche oggi (ndr, ieri) nella finale B hanno dimostrato di essere di un valore assoluto ed essere li con i più forti».
Il tecnico ha poi continuato, analizzando il cammino mondiale del K2 di Beccaro e Burgo: «Il K2 ha fatto una gara più bella dell'altra a partire dalle batterie. In finale hanno fatto una prestazione superlativa anche se i ragazzi speravano in una medaglia. Hanno dimostrato di essere tra i più forti canoisti in circolazione ma ancora non ci credono abbastanza. Hanno un grosso margine di miglioramento».