Sabaudia chiama Tokio. Aprile, con la prima prova di Coppa del Mondo nella settimana di Pasqua, è dietro l'angolo, così come l'Olimpiade in terra nipponica nella quale, stando a quanto accaduto al Mondiale di Linz, il canottaggio italiano cercherà, mai come questa volta, di fare la voce grossa. E chissà che non sia finita lì. «In effetti proveremo a qualificare a Lucerna anche il Doppio e l'Otto. Non sarà facile, ma ci proveremo».
A parlare in questi termini nella sua Sabaudia, in un martedì mattina soleggiato, Franco Cattaneo, il Direttore Tecnico più vincente della storia del remo azzurro.
Vogliamo partire da Sabaudia 2020?
«Occasione irripetibile per la città e per il territorio. Mancano pochi mesi, questa prima prova di Coppa del Mondo è molto più vicina di quanto uno possa immaginare. Sabaudia e il territorio dovranno viverla come se fosse una Olimpiade, per loro lo è. Superare questo esame a pieni voti significherebbe sedersi al tavolo dei grandi con tutto quello che ne potrebbe derivare».
Test event a marzo, la prima prova di Coppa del Mondo un mese dopo, le Olimpiadi a fine luglio. Come a dire che Sabaudia chiama Tokio.
«Senza ombra di dubbio. Magari, come nello stile Italia, si arriverà all'ultimo momento, ma Sabaudia saprà farsi trovare pronta».
Quanto è orgoglioso di questa cosa un figlio adottivo di Sabaudia come Franco Cattaneo?
«Nemmeno potete immaginarlo. Sono trent'anni che vivo qui, ho sposato una donna di Sabaudia, ho messo su famiglia, sono figlio di questo posto, di questa terra, del III Nucleo Fiamme Gialle. La prova di Coppa del Mondo a casa mia, è un sogno che si avvera».
Veniamo alla Nazionale olimpica. Nove barche già qualificate, altre due che a Lucerna tenteranno l'assalto ad altrettante carte olimpiche.
«Il nostro obiettivo è quello di arrivare a Tokio nel miglior modo possibile. Il professor La Mura, con il quale mi sento quotidianamente, mi ha detto, a ragion veduta: 'guarda a Tokio con quello che hai già, poi si vedrà'. Ha pienamente ragione».
La Federazione Italiana Canottaggio, sotto la presidenza Abbagnale, ha dimostrato con i fatti che una sana programmazione e il duro lavoro, alla fine paga. Ora c'è da programmare la prossima stagione, quella più importante del quadriennio olimpico. Un messaggio a chi in questo momento, e parliamo di 'Sport e Salute', gestisce la cassaforte per lo sport italiano.
«La Federazione ha raschiato nel barile per fare in modo di arrivare a qualificare nove barche alle Olimpiadi di Tokio. Non era mai accaduta una cosa del genere nella storia del remo
azzurro. Per andare avanti, lavorare in un certo modo e arrivare a Tokio nel migliore dei modi, serve che le Federazioni abbiano il pieno appoggio in questo processo di crescita e di avvicinamento alle Olimpiadi. In sostanza, i soldi destinati allo sport, vanno sdoganati. Tenerli fermi non serve assolutamente a nulla, se non a bloccare un'attività, come nel caso del canottaggio, che ha dimostrato con i fatti di essere vincente».
Il 16 ottobre, a Sabaudia, il primo raduno.
«Siamo pronti. Convocherò gli atleti che hanno ottenuto a Linz la qualificazione alle Olimpiadi. Insieme a loro, qualche altro elemento».
Discorso diverso per Otto e Doppio?
«Direi di sì. Cominceremo a studiare, soprattutto per il Doppio, così come avvenne tra il 2011 e il 2012 con Sartori e Battisti, soluzioni valide. Quella strategia risultò vincente, mi auguro che lo sia anche questa volta».