Un pranzo pre natalizio può regalarti tante cose: una buona cucina, dei buoni piatti, dolci invitanti, ma soprattutto la compagnia che, rispetto ad altre volte, ti sei scelto o, nella migliore delle ipotesi, lei ha scelto te. Una tavola dove il dialogo corre veloce. Da Camaguey, già Santa Maria del Puerto del Principe, a Cosenza. Passando, perché no, per Anzio. Cuba e Italia: amori oltre confine. Da custodire in un cuore grande che batte forte, che emoziona e ti fa piangere, ma che soprattutto ti rende vero. Al di là di ogni singola copertina, di quello che ti appiccicano addosso, ma che non ti appartiene. Almeno non come l'acqua. Elemento naturale di una vita trascorsa nei 33 metri o forse più di una singola piscina. Amaurys Pérez è quello che ti aspetti ma che, al tempo stesso, finisce per stupirti. Bussiamo alla "pancia" della sua vita, chiedendo permesso: e lui ci fa entrare. «Ho fatto tante cose nella mia vita, molte mi hanno dato notorietà, ma le medaglie conquistate con la Nazionale di pallanuoto non hanno prezzo, né volume. Non si possono barattare. Sono figlie di un sentimento che uno ha, oppure no: ed io ce l'ho, da sempre».
Verso chi?
«Un mondo, quello della pallanuoto, che mi ha dato tutto, che mi ha tolto dalla strada, che mi ha fatto conoscere a Cosenza una donna meravigliosa, mia moglie, che oggi mi ha portato ad Anzio, un posto bellissimo, in una società ambiziosa come lo sono io».
Merito di?
«Roberto De Gennaro. Oggi sono ad Anzio per contribuire alla crescita di una squadra che è ambiziosa, come dicevo, al pari della società, lo devo soltanto a lui. Persona squisita e competente. Ho un debito con Roberto».
Quarantaquattro anni il prossimo 18 marzo e non sentirli.
«Quando sono in acqua con i miei compagni di squadra la mia carta d'identità non conta. Mi sento forte, motivato, pronto a vincere anche questa sfida. La squadra è forte ed io sono felice».
Personaggio da copertina o cosa?
«Giocatore di pallanuoto, difensore arcigno, atleta che ha ancora tanto da dare a questo mondo fantastico. Il resto è un contorno, che non rinnego affatto, ma che resta un dettaglio rispetto al mio essere un atleta dell'Anzio Waterpolis».
Un oro mondiale a Shanghai nel 2011, un argento olimpico a Londra. Il tutto con la calottina della Nazionale, complice una scommessa vincente del cittì Campagna.
«Momenti irripetibili, scolpiti nella mia mente e nel mio cuore. A me, però, piace vivere anche e soprattutto di presente. Il mio cuore, ora, è ad Anzio, dove la gente mi vuole bene, dove sto vivendo un momento meraviglioso, dove presto porterò mia madre: il mio cuore».
Fai del bene e non guardare. O meglio: haz el bien y no mires».
«Il mio motto, da sempre. Da quando un bel giorno mio fratello mi prese per mano e mi portò in una piscina insegnandomi tutto».
Cuba e Camaguey?
«Il calore della mia casa».
Cosenza?
«Il presente che più conta: mia moglie ed i miei figli».
Anzio?
«La città che in un attimo mi ha adottato. Vivo senzazioni bellissime, come se fossi uno del posto. Sono queste le cose che ti completano».