Un uomo al comando, ma con il rischio di veder vanificato tutto da questo maledetto Coronavirus. Maurizio Mirarchi e la "sua" Anzio Waterpolis guidano il girone "Sud" del campionato di A2 maschile di pallanuoto in condominio con il Nuoto Catania. Venticinque punti, frutto di otto vittorie, un pareggio ed una sconfitta. Domani, però, quanto fatto sino ad ora potrebbe essere cancellato.
Basket, volley e rugby, hanno già chiuso. Pensi che il mondo della pallanuoto possa fare altrettanto?
«Gli sport citati, svolgono i loro campionati in inverno. Il rugby, che conosco molto bene perché da ragazzo lo praticavo insieme alla pallanuoto, è una disciplina di combattimento e invasione, che si esalta quando si gioca in condizioni meteo estreme. Basket e volley si giocano al chiuso come in gran parte anche da noi. La decisione non è stata accettata da tutte le società: nel volley i presidenti di Lega si sono dimessi. Secondo me fa bene la nostra Federazione ad aspettare, perché qualora le condizioni sanitarie lo permetteranno, in assenza di altri sport, giocare nei mesi estivi potrebbe regalarci una maggiore visibilità e magari valorizzare i play off con spazi televisivi che ormai abbiamo perso, costruendo un evento di marketing importante».
In che modo stai seguendo i tuoi ragazzi in questo momento?
«Ci sentiamo una volta alla settimana per fare il punto e con Federico (La Penna, ndr), il capitano, quasi ogni giorno. Ho dato loro delle linee guida da seguire per l'allenamento e tutti, per quanto possibile, si allenano a casa».
Primi in classifica con la prospettiva di arrivare sino in fondo. Quanto ti darebbe fastidio, al di là di tutto, che la stagione fosse sospesa definitivamente?
«Siamo tutti consapevoli della situazione che stiamo vivendo. Premesso questo, la nostra società ha fatto investimenti. Siamo stati sempre in testa e avremmo avuto il calendario del girone di ritorno favorevole con tutti gli scontri diretti in casa. Queste cose dovranno essere considerate anche in un'eventuale sospensione definitiva del campionato, proprio per non disperdere i sacrifici e gli investimenti di questa stagione».
Proviamo a coniare un aggettivo per il tuo gruppo di ragazzi?
«Quest'anno abbiamo allestito un'ottima squadra. Tutti atleti che si allenano con impegno e dedizione. Ragazzi che stimo molto, con loro ho un ottimo rapporto e insieme abbiamo condiviso momenti belli e superato anche difficoltà. Sono sicuro che potendo continuare, potremo toglierci delle gran belle soddisfazioni. Voglio continuare ad essere positivo».
Anzio è una grande piazza, Damiani ha grandi idee e progetti. Mirarchi sta già pensando al futuro?
«Il presidente Damiani è un imprenditore che sa pianificare nel tempo gli obiettivi da raggiungere. Sta cercando di costruire ad Anzio ciò che per anni a Latina ha inseguito e non gli hanno permesso di fare. Con lui ho un ottimo rapporto, spesso ci sentiamo e parliamo di molte cose. Ora che ha la piscina in gestione, vuole costruire un polo natatorio che sia un punto di riferimento per tutta l'attività. Anzio ha vissuto momenti importanti in questo sport, ha una grande tradizione pallanuotistica e Damiani vuole mantenere viva questa tradizione. Sicuramente stiamo pensando al futuro. Molte decisioni dipenderanno da come si evolverà l'attuale situazione».
Questa squadra può vincere il campionato?
«Sì, potrebbe vincerlo, a patto che si giochi. Noi e Catania abbiamo qualcosa in più delle altre, anche se in A2 il pericolo è in ogni partita. Rispetto a loro avevamo un calendario favorevole, questo poteva essere un vantaggio per arrivare davanti e avere la bella in casa nei play off».
Cosa ti aspetti... domani?
«Dopo l'11 settembre pensavo che non avrei più assistito ad una catastrofe simile, invece quello che stiamo vivendo è un altro 11 settembre che ha colpito direttamente tutto il mondo. Dopo quel giorno, il nostro modo di vivere è cambiato. Credo che questa pandemia cambierà molto la nostra vita, le nostre abitudini. La speranza è di uscirne presto per tornare ad abbracciarci».