Verrebbe da dire: buono come la pasta che fanno dalle sue parti, a Gragnano. Di sicuro forte, lo dicono i risultati di una carriera che, a soli 25 anni, gli ha già regalato molte soddisfazioni.

Poteva e doveva essere una delle stelle della prima prova di Coppa del Mondo che si sarebbe dovuta disputare a Sabaudia dal 10 al 12 aprile. Anche perché avrebbe giocato in casa e remato su quel bacino, il lago di Paola, che conosce come e meglio di altri, ma così non è stato.

Poco male, perché la Marina Militare di Sabaudia continuerà a puntare forte su Giovanni Abagnale, pronto a coniare, in questi giorni di emergenza, il proprio slogan: «Tra un anno sarò più forte e ancora più pronto per inseguire il mio sogno olimpico».

Gragnano è la sua terra, ma Sabaudia lo ha adottato come e più di un figlio. Alla pasticceria da "Gigi", come da altre parti, è sempre il benvenuto e lui, al pari dei suoi colleghi, non ha mai nascosto il suo amore per la cittadina delle dune e la gratitudine nei confronti della Marina Militare che lo ha plasmato a campione di uno sport meraviglioso come il canottaggio.

Venticinque anni, ma già una grande maturità per Giovanni Abagnale, e non potrebbe essere altrimenti per un atleta che poco più che ragazzino, a 21 anni appena, nel 2016 conquistò sul due senza la medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Rio 2016 con Marco Di Costanzo (Fiamme Oro) e figlio adottivo, anche lui, della patria del canottaggio italiano.

Oggi, sempre tra gli altri con il compagno di barca di quella splendida avventura brasiliana, Giovanni insegue la sua seconda Olimpiade, che tra un anno si terrà a Tokyo.

La insegue nel quattro senza, specialità che ben conosce avendo vinto a livello assoluto un argento mondiale nel 2017, un oro e un bronzo europei (2017 e 2014) oltre a un titolo mondiale Under 23 (2014) e, da Junior, un argento iridato e un titolo europeo, entrambi nel 2013.
Il gigante di Gragnano (un metro e 98 per quasi 100 chilogrammi di peso), ne ha fatta, dunque, di strada da quando nel 2010 iniziò con il canottaggio presso quella fucina di campioni che è il Circolo Nautico Stabia allenato allora dal maestro Antonio La Padula, per poi proseguire nella Marina Militare agli ordini di Giovanni Lepore.

Una strada percorsa sempre con una simpatia contagiosa e con grande senso di responsabilità.

Caratteristiche che non possono mancare in un ragazzo che cita come libro preferito "Il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry, e come film invece "La vita è bella" di Roberto Benigni.

Un ragazzo vero, un campione pronto a mordere il freno sin da ora in vista delle prossima stagione agonistica. Perché gli uomini del remo, sono così: magari si piegano, ma difficilmente si spezzano di fronte al primo urto anomalo.