Un deferimento di tre anni e un'ammenda di 6mila euro per Antonio Aprile, stessi anni di squalifica ma 10mila euro di multa per Angelo Ferullo, entrambi ex presidenti dell'Us Latina Calcio. E' questo quanto deciso dal Tribunale Federale Nazionale per quanto riguarda l'iter della giustizia sportiva scaturito in seguito al fallimento dell'Us Latina Calcio. Accolte in parte, dunque, le richieste del Procuratore Federale che aveva aperto il fascicolo riguardante il Latina Calcio e il suo fallimento muovendo le stesse accuse anche a Pasquale Maietta, Fabrizio Colletti e Regina Weinstein. Per i primi due il Tfn ha rimesso gli atti al Procuratore su richiesta dello stesso, visto che l'ex presidente Maietta, nel frattempo finito in carcere, è risultato irreperibile, mentre Colletti, ex amministratore delegato, non è rientrato nel procedimento «che non sarebbe stato deferito unitamente ad altri per mero errore», come si legge nel comunicato del Tfn: per questo motivo entrambi sono stati impossibilitati a difendersi davanti al Tribunale Federale e la discussione riguardo la loro posizione è stata solo rinviata. Chi si è difesa, invece, è stata Regina Weinstein, che è stata ritenuta estranea ai fatti visto il brevissimo lasso di tempo in cui ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato del club. Hanno rinunciato a difendersi, invece, Antonio Aprile, ex presidente anche del Sermoneta Latina Scalo, e Angelo Ferullo (l'imprenditore di Anzio che proprio da Aprile e Maietta aveva rilevato le quote nell'anno che portò al fallimento, insieme all'a.d. Weinstein e al diggì Benedetto Mancini). Per loro ammenda da pagare e, come detto, una squalifica esemplare. La decisione è stata spiegata così dal Tfn: «Risulta dagli atti del deferimento, più in particolare dall'analisi dei bilanci, che, quanto meno dal 2013 alla data della dichiarazione di fallimento, si era determinata all'interno della Società una situazione di squilibrio patrimoniale e di tensione finanziaria che aveva determinato l'impossibilità da parte della Società di onorare i debiti assunti - si legge nell'atto decisionale del TFN - I bilanci relativi al biennio precedente la dichiarazione di fallimento si erano chiusi con perdite consistenti; i costi superavano di gran lunga i ricavi ed alcuna iniziativa era stata posta in essere dagli amministratori per ripianare (o tentare di ripianare) le perdite».