Ritorna il "Mercatino della Memoria". Sono ormai passati 26 anni dalla prima edizione che si è svolta per festeggiare il compleanno della città di Latina, era una domenica, precisamente il 18 dicembre del 1994, c'erano pochi soldi per le manifestazioni e l'allora Giunta, guidata dal Sindaco Ajmone Finestra, stimolata dall'ex consigliere comunale Cesare Bruni decise che poteva essere una bella iniziativa per animare la centralissima Piazza del Popolo, un luogo che dopo anni di degrado aveva visto spegnere gradualmente la sua vocazione aggregativa. L'idea di Cesare Bruni fu quella di spostare una piccola esposizione amatoriale, dedicata al collezionismo, organizzata da Gennaro Lopa (detto Rino) e dallo stesso Bruni da Via Francesco Ferrucci al centro di Latina.

La manifestazione cominciata con pochi standisti prese piede rapidamente, assunse una cadenza mensile e divenne nel tempo un appuntamento tradizionale per la comunità cittadina, forse, uno dei pochi momenti condivisi e riconosciuti dalla popolazione latinense come propri, popolazione che, da sempre, a causa della sua natura migrante fatica a trovare radici identitarie comuni che si traducano in usi e costumi. Il Mercatino della Memoria nel tempo cresce aumenta la sua capacità strutturale ed organizzativa e diventa una vera vetrina per la città attraendo molti collezionisti e semplici visitatori provenienti dai luoghi più disparati della Penisola.

La manifestazione domenicale, diventa un esempio anche per altri comuni, alcuni ne copiano le modalità, altri il nome, resta però il fatto che l'iniziativa è la prima ad essere nata in provincia di Latina. Polemiche, tentativi di plagio e altro ancora non avevano mai scalfito nessuna tappa del noto Mercatino, che ogni prima domenica del mese, puntuale come un orologio apriva le sue porte fornendo un momento identitario radicato. L'unico "stop" lo ha provocato il Coronavirus, un arresto forzato, ma il Mercatino resiste e adottando tutte le misure di sicurezza ritorna oggi ad animare Piazza del Popolo, un segno importante di normalità ritrovata, di vita, con la gioia di riappropriarsi, finalmente, insieme agli altri di momenti luoghi e tradizioni.