«Anna è una ragazzina di 13 anni che si accorge di non stare bene nel suo corpo. Inizia il suo percorso, travagliato, per diventare Emanuele. Contro tutto e tutti. Contro tutte le discriminazioni». Così l'artista apriliana Aurora Marchetti ha esordito ieri, alla libreria Borri Book della Stazione Termini a Roma, alla presentazione del libro di fumetti "Chiamatemi Emanuele", opera da lei disegnata, ideata da Simone Bolzano e per il soggetto di Giorgio Alloisio.
L'opera, edita da Astronomica, è stata inoltre premiata come vincitrice della Sezione Fumetti nell'ambito della manifestazione culturale Book for Peace, ossia libri per la pace.
Un premio meritato, non solo perché vuole veicolare un messaggio importante, ossia quello di abbattere i muri dei pregiudizi e di trovare il coraggio di essere se stessi, sempre. In questo fumetto c'è qualcosa di più.
C'è la storia dell'artista di Aprilia, che è stata in prima persona vittima non solo dei pregiudizi, ma anche delle vergognose e deprecabili azioni che ne derivano, tra cui la violenza, fisica e verbale. Aurora Marchetti, nata maschio e qualche anno fa è stata vittima di percosse, insulti e addirittura minacce. Il tutto perché, con grande coraggio e purtroppo tante difficoltà, ha intrapreso un percorso complesso per riappropriarsi di una identità sessuale e di un corpo che riconosceva come suo. Aurora è diventata un simbolo per Aprilia, tanto che la città, nel 2015, non solo condannò fermamente quei concittadini autori delle violenze nei confronti della giovane, ma diede vita a veri e propri flash mob contro l'intolleranza.
Adesso Aurora sta portando questo messaggio oltre i confini di Aprilia e della provincia di Latina. Lo sta facendo con la sua arte, con un prodotto fruibile sia dagli adulti che dai più piccoli, visto che è proprio dall'insegnamento dei valori di tolleranza e fratellanza ai più giovani che si potrà, prima o poi, assistere a quel grande cambiamento culturale che questa nazione (e non solo) ormai attende da veramente troppo tempo.