Cerca

Anzio, scuola e territorio

Il plesso Saragat, un presidio educativo che chiede di tornare a vivere

Docenti e famiglie chiedono una risposta immediata alle istituzioni per restituire alla comunità una scuola simbolo di inclusione, natura e futuro

Il plesso Saragat, un presidio educativo che chiede di tornare a vivere

Avevamo preparato con cura e grande entusiasmo tutte le attività, condivise con il Dirigente Scolastico, per accogliere i bambini e le famiglie all’Open Day del 15 gennaio. I laboratori interattivi per i più piccoli della scuola dell’infanzia erano pronti, così come il desiderio di mostrare una realtà scolastica unica nel territorio: il plesso Saragat.

Una scuola immersa nel verde, che può contare su spazi rari e preziosi: una pinetella alle spalle dell’edificio, una serra didattica dove i bambini imparano dalla terra il ritmo delle stagioni, piantano, raccolgono e scoprono la vita del seme; grandi aree verdi come il campo di baseball, utilizzate per attività didattiche, educazione motoria e momenti di socialità nel post mensa. Spazi che diventano luoghi di festa a fine anno, quando l’intera comunità del Saragat si riunisce per salutare l’anno scolastico e accompagnare i bambini delle quinte verso la scuola secondaria di primo grado.

Il plesso è luminoso, accogliente, vivo. Un luogo dove si canta l’inno nazionale, si alza la bandiera, si pratica yoga all’aperto, si riempiono i corridoi di voci e canzoni. Una scuola circondata dal verde, lontana dal traffico, dove la luce entra dai grandi lucernari come da oblò protesi verso il futuro. Durante il periodo del Covid, questi spazi hanno rappresentato una vera finestra di speranza, permettendo ai bambini di vivere la scuola all’aria aperta in un momento storico segnato da restrizioni e isolamento.

Crediamo profondamente in questa scuola “di frontiera”. Chi sceglie di lavorare al Saragat sceglie una missione educativa e civile: valorizzare un presidio culturale di libertà, formazione e inclusione in un contesto ad alto rischio di emarginazione sociale. Una scuola che appartiene alla storia del territorio, che ha formato generazioni di cittadini e professionisti, e che continuerà a farlo.

Per questo chiediamo con forza un impegno serio e immediato al Sindaco di Anzio, alla Giunta, agli organi competenti e alla Regione Lazio, affinché vengano messe in campo tutte le risorse necessarie per restituire il plesso Saragat alla comunità. L’impatto che questa scuola ha sempre avuto sul quartiere impone una reazione rapida: bambini e famiglie hanno diritto a sentirsi al sicuro, protetti dalle istituzioni, e a tornare nella loro scuola.

Il Saragat è già oggi un “villaggio dell’educazione”, fatto di relazioni, condivisione delle diversità, reti umane aperte. Come recita un proverbio africano, “per educare un bambino serve un intero villaggio”: questo villaggio va difeso, coltivato e restituito al territorio.

Invitiamo intanto tutte le famiglie interessate all’Open Day a incontrarci il 16 gennaio presso la sede centrale di via Ambrosini, per conoscerci, condividere il nostro progetto educativo e guardare insieme al futuro, certi che il rientro al Saragat avverrà in tempi celeri.

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione