Grande emozione per il ritorno a casa di Luciano, 60enne di Cisterna che ha superato l'infezione da Covid-19. Ad attenderlo ieri, davanti al cancello della sua abitazione in zona Appia Sud, la moglie e il figlio insieme ad alcuni vicini di casa. Un'attesa che si è tramutata in una piccola festa dai balconi nel momento in cui l'ambulanza ha riportato a casa il 60enne. Festoni e uno striscione con scritto: «Bentonato guerriero», hanno fatto scendere qualche lacrima alla famiglia Barbone.

Un incubo, quello del signor Luciano, durato 58 giorni e da cui oggi può raccontare di essere uscito, ma non indenne: il Covid-19 infatti debilita, affatica, ti trascina giù e non sempre ti permette di risalire. Per fortuna però Luciano ce l'ha fatta e oggi racconta i difficili momenti passati durante la malattia. «Ricordo poco di quando mi sono sentito male e nemmeno di quando mi hanno ricoverato. Mi sono risvegliato - racconta - dopo giorni con un tubo in gola, e all'inizio non riuscivo a capire cosa mi stesse accadendo. Voglio ringraziare tutti i medici, infermieri e staff dell'ospedale Goretti di Latina: senza il loro supporto nei giorni più difficili, non so se ne sarei uscito.

Non è stato facile passare ore e ore da solo dentro una stanza, senza avere alcun contatto con il mondo esterno. Per questo il rapporto con lo staff sanitario è stato importante». Il signor Luciano ricorda solo la parte della ‘convalescenza', quando dal reparto di rianimazione lo hanno spostato in isolamento nel reparto di medicina d'urgenza del Goretti. Dei 17 in coma farmacologico ovviamente il 60enne non ha il minimo ricordo. Chi invece ricorda bene quelle lunghe giornate è la moglie, la signora Daniela.

«E' stato angosciante, le notizie era pochissime e tutte per via telefonica. Sapevamo - spiega - soltanto che era in coma farmacologico, dopo che si era aggravato al suo arrivo al pronto soccorso. Il giorno di Pasqua, attraverso una videochiamata, lo staff sanitario ce lo ha fatto vedere. E' stata un'emozione fortissima, come il suo ritorno a casa qualche ora fa». La famiglia da qualche ore si è riunita sotto lo stesso tetto. Tra le prime cose, da buon italiano, il signor Luciano ha potuto riassaporare un piatto di pasta. Un po' di pomodoro e una spolverata di basilico. «Anche in ospedale ho mangiato, però capite bene che il piatto di casa rimane il piatto di casa, soprattutto dopo sessanta giorni»: scherza il signor Luciano che, appena si tornerà alla normalità, già sa cosa vuole fare. «Dopo questa esperienza, non appena ci sarà la possibilità, vorrei andare in crociera con mia moglie».