«Stiamo mettendo su delle catene di produzione indipendenti nei diversi continenti: una negli Stati Uniti, una in Inghilterra, una in India per i Paesi a medio e basso costo e una in Europa». E nel vecchio continente il Paese prescelto dovrebbe essere l'Italia, in special modo la Irbm di Pomezia.

A parlarne, nelle scorse ore, è stato il presidente di AstraZeneca Italia, Lorenzo Wittum, durante un'intervista rilasciata ai microfoni di "Agorà" la trasmissione di RaiTre.

«L'Italia - ha spiegato il manager dell'azienda farmaceutica responsabile dello sviluppo, della produzione e della distribuzione del vaccino a livello mondiale - avrà un ruolo fondamentale perché, grazie alla Irbm e alla sua divisione vaccini innovativi ‘Advent', ha partecipato fin da subito nella sperimentazione clinica producendo le dosi per i soli clinici. Stiamo valutando da un punto di vista tecnico la possibilità di passare dalla produzione per la sperimentazione clinica alla produzione in larga scala per l'Europa».
Insomma, Pomezia resterà molto probabilmente il centro nevralgico della lotta al Covid-19, come specificato sempre ad "Agorà" da Maurizio Pregliasco, direttore Sanitario dell'Irccs "Galeazzi" di Milano: «I risultati preliminari del vaccino anti Covid realizzato in collaborazione tra Oxford e Pomezia sono interessanti, anche se non li abbiamo potuti analizzare - ha affermato -. Vedremo se dimostreranno di avere l'efficacia per organizzare una campagna vaccinale che sarà impegnativa e utile per ridurre una diffusione endemica del virus».

Le rassicurazioni di Rezza
Intanto, nei giorni in cui il fronte "no-vax" ha ricominciato a far sentire la propria voce, arriva una posizione decisamente autorevole per rassicurare la cittadinanza.

È quella di Giovanni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute e ricercatore dell'Istituto superiore di Sanità, che su Facebook ha evidenziato: «Il candidato vaccino è tuttora in sperimentazione, ma bisogna provarci. Poi ne verranno altri. Il modello animale su primati non umani ha dato risultati discreti. Scimmie protette dalla polmonite, ma non del tutto dall'infezione. Può essere un problema di dosaggio. Ora vediamo i risultati del trial sull'uomo e naturalmente incrociamo le dita. Poi, se volete - ha concluso -, mi offro io come volontario per la sperimentazione. Non so quale sarà l'efficacia del vaccino, ma la piattaforma è stata già utilizzata».

Sostegno al ministro Speranza
L'attacco dei "no-vax", va ricordato, è stato diretto soprattutto al ministro della Salute Roberto Speranza. Per questo, Erasmo Palazzotto, deputato di "Sinistra Italiana" ha sottolineato come a Speranza vada soltanto detto grazie, «con buona pace dei ‘no-vax' che hanno sommerso il ministro di insulti e minacce per aver firmato l'accordo che garantirà 400 milioni di dosi del vaccino per il Covid-19 a tutta la popolazione europea».