Immagini rubate in rete per vessare compagni di classe, adescamenti in rete, interferenze di estranei persino con la didattica a distanza. Dai primi giorni del lockdown gli Uffici Territoriali della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno segnalato, a livello nazionale, un massivo aumento delle persone denunciate per adescamenti ed intrusioni on-line in danno di minori, da fonte del Ministero dell'Interno.

Un incremento per fortuna non evidenziato in questi termini in provincia ma sono giunte tante segnalazioni telefoniche, sia da parte di docenti che di genitori, inerenti intrusioni nelle chat didattiche, attivate su varie piattaforme on-line, alle quali però non sono seguite denunce. Per questo motivo Monica Sansoni, Responsabile per il Garante Infanzia e Adolescenza della Regione Lazio, ha redatto un documento in collaborazione con la polizia postale di Latina per le segnalazioni di Cyberbullismo che sarà inoltrato alle scuole attraverso il Provveditorato agli studi. Si tratta di uno studio e di un elaborato molto accurati ad opera della Sansoni e del vicesovrintendente della sezione di Latina della Polizia postale che spiega come muoversi per le segnalazione e offre consigli a ragazzi e famiglie.

La mission è mettere a disposizione degli istituti le buone prassi per l'attivazione di strategie di intervento utili ad arginare i comportamenti a rischio derivanti da forme pericolose di cyberbullismo, veri e propri atti di prevaricazione e violenza in rete. «Gli esperti consigliano di affiancare e non lasciare i nostri figli a navigare nel Web - si legge nel documento - tutto il giorno in solitudine, concedendo una quantità fissa di tempo per accedere alle piattaforme di studio e ai Social Network».

Secondo la Fondazione Carolina, nata dopo la morte suicida di una 14enne vittima di cyberbullismo, sono 229 le segnalazioni relative a episodi di cyberbullismo e violenza in Rete gestite dai loro operatori nello scorso mese di maggio. Un dato in linea con i due mesi precedenti, che attestano per tutto il periodo del lockdown un aumento pari a 5 volte il numero medio dei casi elaborati dal nostro Centro Studi. Un trend che, più che per l'estate imminente, preoccupa oltremodo in vista del prossimo anno scolastico, con tutti gli interrogativi che gravano sulla futura partecipazione fisica alle attività didattiche, educative e ricreative. «Nello specifico si conferma l'escalation degli insulti e delle condotte intimidatorie perpetrate da studenti ai danni degli insegnanti, oltre al proliferare dei gruppi whatsapp e Telegram per condividere contenuti illegali o immagini e video rubati per vessare compagni di classe». E iniziative come quella della Sansoni e della Postale servono a porre all'attenzione un fenomeno spesso sommerso, ma ormai radicato tra i giovanissimi