Alle 8.30 due famiglie con cinque bambini stanno già rotolando giù dalle dune tra Latina e Sabaudia e nulla li fermerà, le mascherine sotto al mento e lo zaino in spalla, come l'anno scorso ma con più fretta nelle gambe perché quest'anno è mancato (e tanto) il mare di maggio. A metà mattina gli ottanta chilometri di litorale della provincia di Latina sono pieni, gli alberghi hanno assecondato l'ottanta per cento delle prenotazioni, c'è già profumo di frittura di pesce. Sta andando bene.

Ci sono indizi che vanno oltre i numeri e il terzo fine settimana di giugno lascia guardare avanti con fiducia. Tutti gli operatori degli stabilimenti muniti di mascherina e alcuni con guanti sono la vera novità, il costo dei servizi ha subito ritocchi verso l'alto. Era, anche questo, inevitabile. La media di un posto con ombrellone e sdraio varia dai quindici ai quaranta euro, escluso il posto auto ma solo nel fine settimana perché fino a metà luglio il costo medio giornaliero è pari a circa la metà. Si accede al bar dei chioschi solo se muniti di mascherina e su questo non si transige, il barista avverte che bisogna rispettare la fila e si scusa per il disagio, ricordando che «purtroppo senza mascherina, non ci si può avvicinare al banco del servizio».

Qualcuno, in fondo alla fila, mugugna. Viene guardato abbastanza male dagli altri, memori della terribile quarantena. «E' solo una mascherina!». Ai tavoli del bar ristoro degli stabilimenti di Serapo, di Sabaudia, di Terracina, di Scauri, giù la maschera imposta dal virus e finalmente si mangia per gruppi familiari, la tensione scende, il caos giù, sulla battigia, sale e ha il sapore di un giugno «normale». Da ieri sono ripresi anche i primissimi appuntamenti culturali, parte integrante delle estati cui siamo stati abituati prima del terremoto chiamato coronavirus. Le nuvole del primo pomeriggio hanno anticipato il rientro di centinaia di bagnanti, intasate praticamente tutte le strade in uscita dalle città balneari.

Questo è rimasto della prima vera prova della stagione turistica post Covid. Dire che è stato rispettato fino in fondo il distanziamento in spiaggia sarebbe un eufemismo, anzi una palese bugia ma aspettarsi che fossero attuati i parametri di cui si è a lungo discusso in queste settimane, quella pure era mera utopia.