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Il caso

Rifiuti pubblici, ostacoli sul progetto del Consorzio proposto dalla Provincia

Consorzio proposto dalla Provincia: la legge regionale sugli Ato ancora non c'è

Rifiuti pubblici, ostacoli sul progetto del Consorzio  proposto dalla Provincia

La necessità di una legge regionale sugli Ato per dare forza al progetto del consorzio pubblico dei rifiuti, la riperimetrazione dell'ambito con l'esclusione di Anzio e Nettuno e la volontà di individuare un sito idoneo per la discarica. Sono stati questi i temi principali della commissione provinciale sul ciclo dei rifiuti, seduta dalla quale sono emerse le tortuosità e le difficoltà nel portare a compimento il percorso intrapreso. In particolare sul nodo principale: l'individuazione di un'area per la discarica, dove si scontrano due visioni diverse: quella di Civiche Pontine che chiede subito una delibera di Consiglio provinciale per individuare il sito e quella del presidente della Provincia Carlo Medici, molto scettico sull'ipotesi.

Ieri in via Costa ben tre consiglieri hanno sollecitato una delibera in tal senso: i civici Antonio Terra e Rita Palombi e il presidente della commissione, Domenico Vulcano (Forza Italia). «Valutiamo questa idea a livello tecnico, potrebbe servire - ha detto Vulcano - per dare un indirizzo alla Regione». Mentre Palombi ha ribadito che: «la delibera potrebbe essere un segnale politico per portare avanti i vari passaggi». Parole che non hanno convinto il presidente Medici, che ha sottolineato: «Un atto di questo tipo non ha valore di legge, perché il Consiglio provinciale - ha risposto - non ha valenza di ente pubblico. Lo potrebbe fare la Provincia, ma ha senso farlo? Non è meglio che un percorso simile venga adottato da una cordata di Comuni? O meglio ancora da un Ato?». Una chiusura figlia soprattutto dello scetticismo, visto che poi il presidente della Provincia non ha voluto chiudere ogni spiraglio rispetto alla proposta di Civiche Pontine e Forza Italia. «Poi è chiaro che in Consiglio provinciale potete presentare una mozione, si potrebbe strutturare - continua - un documento tecnico-politico per rafforzare l'iter».

La legge sugli Ato non c'è,
i tempi del consorzio slittano

Ma non è questo l'unico problema che la Provincia è chiamata ad affrontare nella costituzione del consorzio pubblico sui rifiuti, ci sono anche gli aspetti legislativi da risolvere rispetto all'Ato e c'è soprattutto un «silenzio» preoccupante dei Comuni del sud pontino rispetto al progetto. «Una legge regionale di riferimento per la costituzione dell'Ato non esiste, è un vulnus - continua Medici - perché solo tre regioni in Italia non hanno una normativa in materia. Ci stiamo facendo carico anche di quest'aspetto, perché senza una legge bisognerà trovare un accordo tra i Comuni tramite una convenzione di cooperazione. E con patti di questo tipo c'è sempre il rischio che qualche enti si sfili. Noi comunque intanto andremo avanti con la convenzione».

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