Il fatto
07.02.2026 - 22:30
A causa della rinuncia avanzata dal legale difensore dell’Ente nominato in precedenza, il Comune di Sezze si è ritrovato costretto a cambiare avvocato per sostenere le sue ragioni nel processo scaturito dall’inchiesta Omnia 2 sul cimitero.
Il tutto anche con una certa fretta visto che il suddetto procedimento, è giunto alla fase dibattimentale, con udienza fissata per il per il prossimo 12 febbraio 2026 presso il Tribunale di Latina dove è iscritto nel registro dei procedimenti penali con il numero 1524/19 RGNR. Tre degli imputati sono stati già condannati per induzione indebita a dare o promettere utilità (reato riqualificato rispetto al più grave di corruzione formulato in prima istanza) con rito abbreviato durante l’udienza preliminare del gennaio 2025 così come stabilito dal GUP Barbara Cortegiano. Gli altri imputati dovranno difendersi dalle rispettive imputazioni per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, in concorso e continuato; induzione indebita a dare o promettere utilità; distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, in concorso e continuato; peculato continuato; concussione in concorso; tentativo di minaccia o violenza in concorso per costringere a commettere un reato; esecuzione di lavori in assenza del titolo abilitativo e in violazione del regolamento di polizia mortuaria.
Il Comune di Sezze, prima dell’udienza preliminare del 9 marzo 2022 aveva affidato all’Avvocato Giorgio Tamburrini, del Foro di Roma, l’incarico di costituirsi parte civile. Lo scorso 23 gennaio però, proprio l’avvocato Giorgio Tamburrini ha comunicato che intende rinunciare all’incarico per la fase dibattimentale. L’Amministrazione Lucidi però, ribadendo il principio per il quale il Comune di Sezze è parte lesa (ed offesa) di tutta questa vicenda, ha provveduto a nominare con procedura diretta (visti i tempi stretti, l’unica possibile) come sostituto legale dell’Ente. Nell’atto della Giunta si leggono le motivazioni e la determinazione: «i reati contestati agli imputati del procedimento penale in oggetto, nel loro complesso, si pongono in netto ed aperto contrasto rispetto alle finalità statutarie del Comune di Sezze, ne scardinano le funzioni, ledendo gravemente il buon andamento e gli obiettivi dei processi amministrativi. La condotta ascritta agli imputati ha determinato il mercimonio della res pubblica».
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