La Asl chiede ai sindaci di introdurre misure restrittive per cercare di contenere i rischi di contagio che nelle ultime due settimane sono tornati a farsi concreti dopo un lungo periodo nel quale era sembrato che la provincia di Latina fosse uscita dall'incubo dell'emergenza.
E mentre i sindaci delle località balneari hanno risposto con ordinanze che limitano gli assembramenti notturni vietando falò sulle spiagge, notti bianche nei centri urbani e perfino processioni, a Latina l'ultima ordinanza sindacale comparsa sul sito del Comune ieri pomeriggio, rivede, ma in maniera estensiva, gli orari di apertura e chiusura delle attività di ballo all'aperto, sale giochi, sale scommesse e sale bingo.

«A partire dalle ore 24 del 14 agosto, cioè dalla mezzanotte di ieri, si ordina alle attività commerciali, di somministrazione di alimenti e bevande e artigianali del settore alimentare (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) di osservare il seguente orario massimo di apertura e chiusura: tutti i giorni dalle ore 4 del mattino alle ore 2.45 del giorno successivo. Le attività di ballo all'aperto, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, si ordina di osservare l'orario di chiusura non oltre le ore 2.45».

L'amministrazione Coletta si è convertita alla movida, e l'ordinanza, che porta la firma del vicesindaco Paola Briganti, di questi tempi ha quasi l'aria di una provocazione. Sindaco e consiglieri continuano ostinatamente a riunirsi online anche per il Consiglio comunale; gli uffici municipali continuano in gran parte a lavorare in smart working da casa, segno di grande attenzione ai rischi ancora presenti di contagio da covid, ma le cautele e le precauzioni che valgono per amministratori e dipendenti comunali, non valgono per i cittadini, che con l'atteggiamento mostrato anche da quest'ultima ordinanza sono indirettamente esposti agli eccessi di liberalità del Comune, che malgrado i richiami, adesso anche della Asl, continua a permettere che in città e sulla marina chiunque lo voglia organizzi feste e festini nei luoghi di ritrovo, nei bar, negli stabilimenti, purché vi sia un minimo di spazio aperto che possa giustificare la presenza di più persone, anche sprovviste di mascherine e ogni altro presidio di protezione. Di orari da rispettare neanche a parlarne, e il limite delle 2.45 per la chiusura dei locali non rappresenta alcunchè di nuovo rispetto ai tempi in cui il covid non esisteva.

Ciò nonostante, il vicesindaco Paola Briganti inserisce la sua ordinanza nell'ambito della gestione dell'emergenza epidemiologica da covid 19.

La chicca finale del provvedimento è quella dell'affidamento alla Polizia Locale del compito di vigilanza sul rispetto dell'ordinanza appena pubblicata. Forse sfugge al vicesindaco che gli agenti della Polizia Locale cessano il servizio straordinario entro le 2 di notte. Quando i ragazzi cominciano a divertirsi nei luoghi della movida. Auguriamoci buona fortuna.