Il «no» della Provincia di Latina al rinnovo dell'autorizzazione unica  della Loas Italia rivela in realtà come la prosecuzione dell'attività della società avesse già avuto il via libera di tutti gli enti interessati. Nella determina firmata dal dirigente del settore Ambiente, Claudia Di Troia, si spiega infatti come la conferenza dei servizi indetta dagli uffici di via Costa per analizzare la domanda di rinnovo presentata dalla ditta (1 luglio 2019) fosse praticamente pronta per essere licenziata con un parere favorevole, iter poi bloccato dall'emergenza Covid-19 che ha portato l'ente di via Costa al rilascio di due proroghe (di 90 giorni) in attesa di concludere la conferenza dei servizi.

Ma nel corso procedimento nessuno degli attori coinvolti ha presentato parere contrario, neanche il Comune di Aprilia e l'Arpa, che hanno sì presentato delle prescrizioni, che sono state però interpretate come  un «sì» condizionato.  «Durante la conferenza dei servizi sono stati acquisiti i pareri non ostativi, con prescrizioni, dell'Arpa Lazio sezione di Latina e del Comune di Aprilia. I restanti pareri  - si legge nella determinazione della Provincia - sono stati acquisiti, ope legis, in silenzio assenso senza condizioni, in quanto nel termine assegnato nell'atto della conferenza dei servizi, non sono pervenute richieste di integrazioni di documenti o elaborati o altro da parte delle amministrazioni». L'emergenza Covid-19 ha invece fatto dilatare i tempi della procedura  e l'incendio del 9 agosto  che ha distrutto l'impianto di recupero e smaltimento rifiuti ha di fatto decretato la fine dell'attività della Loas, almeno nello stabilimento in via della Cooperazione. 

 Cercare un collegamento tra i pareri favorevoli per il rinnovo dell'autorizzazione unica e l'incendio che è scaturito il 9 agosto sarebbe profondamente sbagliato, di certo però la vicenda  pone  le istituzioni, in particolare l'amministrazione comunale, in una posizione scomoda con la cittadinanza.  Nei giorni scorsi il sindaco Antonio Terra, interrogato in merito,  ha semplicemente detto di aver: «presentato delle prescrizioni», senza però specificare il tipo di parere rilasciato. Una linea ribadita anche dalla mozione del Consiglio comunale approvata il 13 agosto. 

Dichiarazioni e atti forse pensati per evitare ulteriori polemiche, ma che vengono smentiti oggi dal provvedimento della Provincia e che espongono l'amministrazione Terra agli attacchi. Tutto ciò mentre monta l'esasperazione dei cittadini, impauriti per la nube tossica che per una settimana ha stazionato nei pressi dell'impianto e preoccupati per le ricadute che l'incendio potrebbe avere sul territorio.