"Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per questa fitopatia, che sta diventando per le piante di kiwi sempre più un'epidemia, con continue perdite di produzione, di reddito, di posti di lavoro, e soprattutto con il rischio serio di perdere i mercati europei ed extraeuropei". E' quanto afferma il presidente dell'associazione Aspal Stefano Giammatteo relativamente al fenomeno della moria dei kiwi che sta devastando interi raccolti sul territorio provinciale.

"Questa moria sul kiwi, è iniziata dapprima nel nord Italia all'inizio degli anni 2010/12, per poi diffondersi in tutta Italia, e ad oggi nella nostra regione, negli ultimi tre anni, ha causato la perdita di circa tremila ettari coltivati a kiwi, a fronte dei circa dodicimila totali, fra il kiwi verde e quello giallo - aggiunge ancora Giammatteo - Le cause sono molteplici ed anche complesse, tanto da lasciare tutti noi addetti ai lavori, perplessi, frastornati, molto confusi e indecisi. 

Abbiamo fatto nei mesi scorsi delle audizioni, con Regione Lazio e ministero di competenza, ma al momento non è stata trovata nessuna soluzione. Secondo il nostro parere, da un lato bisogna fare in modo che la ricerca, trovi al più presto una soluzione, individuando nuove cultivar molto più resistenti alla moria ed anche alla batteriosi del kiwi. Un' altra cosa molto importante che l'Aspal ci tiene a far presente, e lo farà anche in futuro, è quella di sostenere le aziende del nostro territorio che hanno subito danni dalla moria, per poter ripartire e reimpiantare gli ettari perduti.

Questo non deve però avvenire come in passato, con il batterio killer sul kiwi; dove è stata fatta una graduatoria farlocca, che ha premiato i primi, a scapito degli altri che invece hanno preso solo le briciole. Attraverso i PSR, attuali e futuri, bisogna mettere a bilancio molti milioni di euro per aiutare i tanti agricoltori che hanno subito danni dalla moria sul kiwi nella nostra regione, che ricordiamo è la prima in Europa come produzione di kiwi, ed anche l'unica a  fregiarsi di un marchio riconosciuto dall'Europa stessa, di "kiwi latino". Aspettiamo con fiducia segnali importanti da parte della regione ed anche da parte del ministero di competenza, anche se fino ad ora non sono arrivati. 

L' Aspal continuerà a portare avanti le proprie posizioni e le sue proposte, soprattutto all'interno dall'osservatorio che abbiamo costituito nel Comune di Cisterna, sperando che si trovi al più presto una soluzione a questo grave problema che rischia di farci perdere l'ultimo treno che tenga viva la nostra agricoltura ormai agli sgoccioli".