Una situazione critica tale da richiedere un intervento concreto. Parliamo dell'allarme siccità, che riguarda l'intera provincia indistintamente, da nord a sud passando per il centro di tutto il territorio. Il Consorzio di Bonifica ha deciso di correre ai ripari, trovando il consenso di Coldiretti e delle altre associazioni di categoria. In che modo? Dando il via al razionamento dell'acqua con limitazioni che, per adesso, riguardano soltanto alcuni impianti, ovvero quelli più in difficoltà (sono quattro per la precisione, il più grande è il Sisto Linea tra Pontinia e Terracina), con tagli all'uso dell'acqua per circa quattromila aziende della provincia, con l'interessamento di poco meno di 15mila ettari di terreno agricolo. Si è partiti inizialmente con il razionamento soltanto la domenica, «ma non è bastato» hanno sottolineato da Coldiretti Latina. E allora, sempre su proposta del Consorzio di Bonifica e con l'approvazione delle associazioni di categoria, i tagli da ieri hanno riguardato anche il mercoledì. E sarà così per molte settimane con l'obiettivo di tutelare la risorsa idrica fino ad agosto anche perché le previsioni metereologiche dei prossimi giorni sono favorevoli soltanto per chi andrà in vacanza al mare: tanto sole e, soprattutto, molto caldo. «Facciamo un appello ad utilizzare in maniera congrua la risorsa idrica - ha commentato il direttore di Coldiretti Latina, Carlo Picchi - Chi utilizza l'acqua dei canali per innaffiare prati e giardini non esageri, pensi a lasciarla alle aziende agricole».

Insomma è sempre più allarme rosso. «La situazione è talmente critica che non si escludono ulteriori restrizioni in materia di razionamento nei prossimi giorni - ha dichiarato il presidente di Coldiretti Latina, Denis Carnello - A tutto questo va aggiunto il caro carburante e il caro energia, che hanno fatto lievitare i costi per il gasolio necessario per il funzionamento delle pompe elettriche. La federazione regionale ha chiesto lo stato di calamità causato dalla siccità alla Regione Lazio. E per far fronte alle problematiche delle aziende Coldiretti ha presentato al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali due emendamenti che prevedono l'estensione del credito di imposta anche al secondo trimestre 2022, oltre ad un sostegno per fronteggiare il caro carburante con i costi lievitati per l'acquisto del gasolio. Si tratta di un aggravio di costi per i nostri agricoltori - ha spiegato Carnello - che quest'anno sono stati costretti anche ad anticipare le irrigazioni di 40 giorni per consentire la semina su terreni aridi. Una situazione che comporta un aggravio di costi per le aziende agricole che sono costrette ad utilizzare motori a pompe elettriche e dunque a consumare gasolio, in un momento in cui i costi per il caro carburante e il caro energia sono lievitati. Tutto questo sta portando sul lastrico le nostre aziende, già in difficoltà per la crisi economica determinata dalla pandemia e l'aumento dei costi delle materie prime».