Abbiamo un prefetto che finalmente sostiene che bisogna smetterla con l'abitudine di dire sempre no a qualsiasi proposta o progetto, e che per dire no bisogna essere in grado di motivare quel parere. Ma tra dire e il fare, c'è di mezzo il mare.
E a proposito di mare, è dalla fine di settembre che la strada lungomare che collega Capoportiere a Rio Martino è danneggiata a causa del crollo di alcuni cordoli della carreggiata sul lato che guarda verso la spiaggia.
Le piogge torrenziali di fine estate hanno scavato laddove hanno trovato dei varchi, cioè in prossimità delle discese al mare, creando delle voragini che hanno costretto il Comune di Latina ad emettere un'ordinanza che limita il transito dei veicoli ad una sola direzione di marcia, per evitare che le automobili che viaggiano verso Rio Martino, incrociandosi con quelle provenienti dal senso di marcia opposto, possano finire con le ruote in una delle scarpate che si sono venute a creare.
E' successo tutto in autunno, adesso siamo in inverno, e alla questione delle frane sulla strada lungomare non si appassiona nessuno.


Male, perché da qui alla prossima primavera, le piogge continueranno a scavare dove la tenuta della carreggiata è compromessa, e molto verosimilmente quel tratto di strada dovrà essere chiuso alla circolazione. Una storia già vista, perché è esattamente quello che è già accaduto oltre trent'anni fa sul tratto che collega Rio Martino alla Bufalara, e da allora quella strada non è stata più riaperta, né lo sarà mai.
In Comune, ma anche in Provincia e in Prefettura, dovrebbero domandarsi se è sostenibile l'ipotesi di chiudere la strada tra Capoportiere e Foceverde impedendone il traffico a cominciare dalla prossima stagione estiva.
Tutto si può fare, ma a condizione che al problema che si verrebbe a creare si opponga una valida soluzione. Stiamo parlando dell'ipotesi nefasta che i cittadini di Latina non possano frequentare la metà del litorale che hanno a disposizione. O meglio, per essere più precisi, che non si possa andare al mare con l'automobile sul lato sinistro del Lido. Sarebbe un disastro, e si creerebbero ingorghi sul tratto Capoportiere-Foceverde, e sulla strada litoranea in prossimità di Borgo Grappa, sulla quale si riversebbero gran parte dei veicoli diretti sulla spiaggia più vicina del comune di Sabaudia.
Stiamo parlando di migliaia di automobili, visto che gli stalli per la sosta a pagamento sul solo lato consentito della strada lungomare tra Capoportiere e Rio Martino offre posto a poco più di mille automobili, la maggior parte delle quali, nell'arco dell'intera giornata, si avvicendano per due o anche tre volte.


Qualcuno potrebbe osservare che la spiaggia si può raggiungere anche a piedi, ma è escluso che nei mesi di luglio e agosto intere famiglie possano uscire di casa a piedi, in città, per raggiungere il Lido; quantomeno dovrebbero avere la possibilità di raggiungere il mare in auto, ma per parcheggiare dove?
Diciamo pure che si potrebbe ricavare un grande parcheggio sull'area delle Terme di Fogliano, ma da lì a Rio Martino, o anche soltanto alla Foce del Duca, o più in qua a ridosso di Capoportiere, come ci si andrebbe? A piedi con ombrelloni e sdraio sottobraccio? Con un servizio efficiente di navette a fare la spola avanti e indietro sui quattro chilometri e mezzo di strada inibita al traffico? Sarebbe una contraddizione: se non possono andarci le automobili come farebbero a transitare dei pullmini nei due sensi di marcia?
Bando alle chiacchiere, la soluzione c'è, ma è una soltanto. Mettere subito mano alla progettazione di una serie di interventi di ripristino delle voragini che si sono create e fare così in modo che la prossima stagione balneare su quel tratto di litorale non sia compromessa.
La prima cosa da fare sarebbe quella di disporre immediatamente, qualora non fosse stato già fatto, dei sopralluoghi e dei rilievi tecnici propedeutici alla elaborazione di uno o più progetti di intervento in ciascuno dei punti interessati dal fenomeno franoso.
Una volta stabilito quale sia la forma di intervento migliore e più duratura, si porrebbe la questione della spesa da sostenere per l'intervento di ripristino.