Si fa più tortuoso il percorso per acquisire al patrimonio comunale il piazzale della ex stazione ferroviaria, lo stesso dove, peraltro, sarebbe dovuta sorgere la nuova stazione della littorina Gaeta-Formia, opera abbandonata da due anni. Infatti nell'ultima riunione della Commissione di controllo e vigilanza il dirigente del settore urbanistica, Pietro D'Orazio, ha espresso una serie di dubbi sull'esproprio in quanto è tuttora in corso un procedimento penale, che, nel caso in cui dovesse finire in modo favorevole agli attuali imputati (tra cui, lo ricordiamo, l'ex sindaco, diversi assessori e dirigenti del Comune), ci sarebbe la possibilità di richieste di risarcimento. Una tesi che non ha convinto né il Presidente della Commissione Franco De Angelis, né il consigliere del Pd Emiliano Scinicariello che hanno di nuovo sottolineato come l'acquisizione sia una proposta che prescinde dal percorso del procedimento penale che riguada invece il cambio di destinazione del piazzale ad uso pubblico in spazio privato. Su questa storia, come si sia, si sta innestando anche la protesta dei residenti del quartiere, poiché molti di loro, una volta completata la lottizzazione per il parcheggio, resteranno senza posto auto e senza spazi esterni con un impatto notevolissimo sulla viabilità.
Nel corso dei lavori è stato fatto anche un paragone con l'area ex Avir. Anche in quel caso il Comune ha proceduto negli anni scorsi a riprendersi l'area, stante un procedimento su responsabilità penali per lottizzazione che ancora non è terminato e nel frattempo si è avviata anche la riqualificazione dell'ex sito industriale. Al termine della discussione il dirigente D'Orazio si è riservato di rivalutare la richiesta e di depositare entro le prossime due settimane una relazione di merito. Il piazzale della ex stazione, ad essere un po' più precisi, incarna due nodi paralleli e indipendenti che però hanno, insieme, stravolto la programmazione originaria di quella parte della città, che si trova a ridosso del centro e della spiaggia di Serapo. Da un lato la piazza è stata venduta dal Consorzio Industriale ad una società privata che ne ha fatto già (in parte) un parcheggio che rappresenta, nei fatti la sottrazione di un bene pubblico in favore di privati; dall'atra c'è lo stravolgimento della finalità della nuova stazione della metro, peraltro pure inaugurata a maggio del 2020. Sullo stop ai lavori non è stata mai fatta chiarezza.
A latere si colloca il processo per lottizzazione abusiva a carico di 12 persone, tra cui i vertici del Comune e del Consorzio Industriale, in relazione al periodo in cui ancora si chiamava Consorzio Industriale del sud pontino. Infine la stessa Commissione di vigilanza si è nuovamente occupata del contratto dei rifiuti, registrato solo un anno dopo l'aggiudicazione della gara. Sul punto era stata chiamata in audizione la segretaria generale che in una nota ha sottolineato che la competenza a chiarire tutti gli aspetti del contratto è del responsabile unico del procedimento. Al momento non è noto il motivo del ritardo nella registrazione del contratto con il raggruppamento di imprese capeggiato dalla società De Vizia spa.