Il dato
19.02.2026 - 20:40
Il morbillo torna a far paura in Italia e il Lazio è tra le regioni più colpite. A lanciare l’allarme è l’Istituto Superiore di Sanità, che nel suo ultimo bollettino segnala un aumento significativo dei casi già nel primo mese del 2026. Dal 1° al 31 gennaio sono stati registrati 84 casi di morbillo, contro i 34 dello stesso periodo del 2025: più del doppio in appena dodici mesi.
Un dato che conferma come il virus continui a circolare nel Paese, soprattutto tra i giovani adulti non vaccinati, ma con un impatto rilevante anche sui bambini più piccoli. L’età mediana dei contagiati è di 28 anni, tuttavia l’incidenza più alta si osserva nella fascia 0-4 anni, con due casi segnalati in bambini sotto l’anno di età, quindi troppo piccoli per essere vaccinati.
Secondo l’Iss, quasi la totalità dei casi registrati a gennaio 2026 proviene da sei regioni: Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria. Un segnale che indica come il fenomeno non sia episodico, ma concentrato in aree dove persistono sacche di popolazione non immunizzata. Il dato più allarmante riguarda proprio la copertura vaccinale: il 90,9% delle persone contagiate non era vaccinato al momento dell’infezione.
Preoccupa anche la gravità dei casi. Più di un terzo dei pazienti ha sviluppato almeno una complicanza, con polmonite ed epatite tra le più frequenti. Tra i contagiati figurano anche cinque operatori sanitari, quattro dei quali non vaccinati: un elemento che riaccende il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di cura e sull’importanza dell’immunizzazione per chi lavora a contatto con soggetti fragili.
Il quadro italiano si inserisce in un contesto europeo altrettanto delicato. L’Ecdc segnala che nel 2025, in 30 Paesi dell’Unione Europea e dello Spazio economico europeo, sono stati notificati 7.655 casi di morbillo e 8 decessi. Numeri inferiori rispetto al picco del 2024, ma quasi doppi rispetto al 2023. Anche a livello continentale, la maggioranza dei casi riguarda persone non vaccinate.
A confermare la portata del problema è infine l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha annunciato il ripristino della trasmissione endemica del morbillo in diversi Paesi europei, tra cui Spagna e Regno Unito.
Dati che riportano al centro una questione cruciale: la vaccinazione. Per gli esperti, resta lo strumento più efficace per prevenire il morbillo, evitare complicanze gravi e proteggere i più vulnerabili. L’aumento dei casi a inizio 2026 dimostra che abbassare la guardia può avere conseguenze immediate.
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