Enogastronomia
23.02.2026 - 20:30
Il Lazio del vino si presenta compatto e ambizioso a Slow Wine, uno degli appuntamenti più autorevoli del panorama enologico nazionale. Alla quinta edizione della manifestazione dedicata ai vini “buoni, puliti e giusti”, in corso a BolognaFiere fino al 24 febbraio, la Regione Lazio e ARSIAL partecipano con uno spazio istituzionale e una collettiva di 28 aziende vitivinicole, rappresentative delle diverse anime produttive regionali.
Slow Wine, manifestazione firmata Slow Food, richiama ogni anno cantine da tutta Italia, buyer, operatori del settore Horeca e stampa specializzata. Un contesto qualificato nel quale il Lazio torna protagonista, confermando una crescita costante in termini di qualità, riconoscibilità e capacità di racconto del territorio. La presenza alla rassegna bolognese rientra infatti in una strategia strutturata di promozione del comparto, orientata a creare nuove opportunità commerciali e a consolidare il dialogo con operatori professionali.
Il programma dello spazio laziale accompagna i visitatori in un vero e proprio viaggio sensoriale: degustazioni guidate dedicate alle bollicine contemporanee, ai grandi rossi come il Cesanese del Piglio Riserva, ai bianchi mediterranei e ai vini di origine vulcanica, senza dimenticare le interpretazioni artigianali e le cantine storiche che oggi si rileggono in chiave moderna. Momento centrale è la masterclass “Insieme si può”, dedicata al ruolo delle associazioni e dei consorzi nella crescita qualitativa del vino laziale, occasione di confronto sui modelli di collaborazione e sviluppo territoriale. A completare l’esperienza, una selezione di prodotti agroalimentari curata da Slow Food Lazio, a sottolineare il legame profondo tra vino e cibo.
«La presenza del Lazio a Slow Wine rappresenta un segnale forte del percorso di crescita del comparto vitivinicolo regionale», ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura Giancarlo Righini, presente a Bologna, evidenziando il valore economico e occupazionale di un settore capace di unire tradizione, innovazione e rispetto della terra.
Sulla stessa linea il presidente di ARSIAL Massimiliano Raffa, che ha rimarcato come il vino del Lazio sia oggi sempre più riconoscibile per coerenza stilistica e forte legame con i territori. «La competitività – ha sottolineato – passa dalla capacità di fare sistema e presentarsi con una visione condivisa».
Con Slow Wine, Regione Lazio e ARSIAL ribadiscono il proprio ruolo di coordinamento e supporto alla filiera, promuovendo un modello di sviluppo che guarda al futuro senza perdere le proprie radici.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione