Latina, Commissione Bilancio approva delibera per difendere l’origine dei prodotti agricoli
Mario Faticoni (FdI) sottolinea l’impegno contro le falsificazioni dell’italianità e a sostegno degli agricoltori dell’Agro Pontino, in sinergia con Governo e Regione.
“La Commissione Bilancio, Patrimonio e Agricoltura ha approvato oggi una delibera fondamentale per la tutela della nostra economia: chiediamo con forza la revisione della disciplina sull’origine dei prodotti agricoli nel codice doganale. Non è solo un atto amministrativo, ma una battaglia di civiltà e identità a difesa del cuore produttivo dell'Agro Pontino”. Lo dichiara in una nota Mario Faticoni, Consigliere Comunale di Fratelli d’Italia e Presidente della Commissione Bilancio, Patrimonio e Agricoltura del Comune di Latina.
“Oggi esiste una zona d’ombra normativa – spiega Faticoni – che permette a prodotti esteri di fregiarsi di un’italianità di facciata solo grazie all’ultima trasformazione sostanziale. È un inganno ai danni dei consumatori e uno schiaffo ai nostri agricoltori. Latina, uno dei poli agricoli più rilevanti d’Italia, non può restare a guardare. Difendere l’origine reale significa proteggere il lavoro, il sacrificio e gli standard rigorosi che rendono le nostre eccellenze uniche al mondo”.
Il Presidente Faticoni sottolinea poi la sinergia politica con i livelli regionali e nazionali: “Questa iniziativa ci vede al fianco di Coldiretti e in piena sintonia con l’azione del Governo Meloni e del Ministro Francesco Lollobrigida. Un plauso particolare va all’Assessore Regionale Giancarlo Righini, il cui impegno costante sta ridando centralità all’agricoltura laziale attraverso politiche concrete e di sistema”.
“L’agroalimentare – conclude Faticoni – con i suoi 315 miliardi di valore e 60 di export, è un asset strategico della Nazione. La nostra non è una battaglia ideologica, ma una scelta di responsabilità verso le famiglie che hanno il diritto di sapere cosa portano in tavola e verso un territorio, quello pontino, che è custode della nostra storia e della nostra economia. Non permetteremo che artifici normativi svalutino il sudore dei nostri produttori”.