Si è tenuto ad Artena il convegno sul recupero dei nuclei abitativi sorti spontaneamente nell'area dei Castelli Romani. L'incontro, fortemente voluto dal sindaco Felicetto Angelini, è stato volutamente reso pubblico ed aperto alla partecipazione dei cittadini ed è considerato come propedeutico alla costituzione di un tavolo permanente dei sindaci, volto a sollecitare "dal basso", ovvero dai territori, gli interventi legislativi sovraordinati, necessari a disinnescare una bomba sociale, riguardante decine di migliaia di famiglie, nella sola area castellana. A partecipare all'incontro i rappresentanti di diversi Comuni: Damiano Pucci, Presidente dell' XI Comunità montana e primo amministratore a cercare di estendere ai primi cittadini la ricerca di una linea comune, ma anche De Felice, Sindaco di Ariccia, Caliciotti, primo cittadino di Lariano, Marini, Sindaco di Albano, l'assessore Pocci di Velletri e l"assessore Trinca in rappresentanza del Comune di Marino, Lucrezia Federici per Palestrina, Giuliano Cugini in rappresentanza della città di Velletri. Per la prima volta la cordata dei Sindaci, si è avvalsa, nella ricerca delle soluzioni da un supporto tecnico di spessore. Ai microfoni si sono alternati infatti l'architetto Iacovone, già Direttore dell'urbanistica della Regione Lazio ed oggi suo consulente, l' architetto Pistolesi, in rappresentanza del Consiglio Nazionale degli architetti e l'architetto Enrico Giusti. Partecipazione e soddisfazione è stata espressa dal Comitato Equi Diritti, I cui aderenti in rappresentanza dei 30 Comuni coinvolti, hanno gremito la sala di Largo Colombo, vestendo simbolicamente la fascia tricolore, in segno di vicinanza ai propri Sindaci. "La cordata di amministratori locali che hanno deciso di provare a disinnescare la bomba sociale, cresce di giorno in giorno", dichiara in una nota Cristina Milani, presidente di Equi Diritti. "Insieme, amministratori e cittadini, possiamo e dobbiamo mobilitare le istituzioni regionali e nazionali, per risolvere un problema in cui purtroppo la stessa politica è stata concausa", continua la Milani riferendosi ai piani regolatori vecchi adottati da oltre mezzo secolo ed al pasticcio dei dinieghi di sanatoria inoltrati con tre lustri di ritardo a denari incamerati. "Questo percorso intrapreso da amministratori e cittadini dovrà continuare fino a sensibilizzare la Politica, a costo di marciare insieme sotto la Regione ed il Parlamento", continuano dal Comitato. Apprezzato anche l'intervento della Dottoressa De Marchis dell' associazione Calliope, che invita I cittadini a non considerarsi più cittadini di singoli Comuni ma cittadini di un territorio, accomunato dalla stessa caratteristica di estensione residenziale della Capitale.